Chiesa retrò e velenosi ‘amici’

Prologo: Torre Annunziata, provincia di Napoli. Un giovane uomo di 34, anni, omosessuale. Vittima di in odioso, gravissimo raid omofobo. In sette delinquenti lo hanno aggredito mentre era in auto, gli hanno spento le sigarette sul braccio, lo hanno picchiato selvaggiamente. Un incubo.

Per esperienza sul campo: ogni giorno in redazione i responsabili dei diversi settori di una testata, cartacea, televisiva e da qualche tempo on line, tifano perché le grandi Agenzie come l’Ansa o la Reuter, sollecitino l’approfondimento di notizie ‘choc’. Attesa soddisfatta ieri e confermata oggi. Un decreto legge di elementare coerenza con i migliori sentimenti dell’umanità qual è la solidarietà e la tutela dei più deboli, esposti alle angherie, una legge tra l’altro proposta con colpevole ritardo dall’esecutivo in carica a Palazzo Chigi, fa esplodere il dualismo tra arretratezza culturale e rispetto sociale. Il ‘Zan’ propone di punire i resti di violenza nei confronti dei ‘diversi’, di omo o trans sessuali, esattamente come condanna i casi di intolleranza razziale. Apriti cielo: si scatena il peggio delle società, spalleggiata da ogni rappresentanza della destra conservatrice, o peggio di quella omofoba e le stesse forze proponenti il decreto, malate di vocazione al compromesso, tentennano. Ha preso tempo Draghi e perfino quote dei partiti progressisti, timorosi di perdere il consenso dei cattolici integralisti,  indotti a contestare una legge ‘sacrosanta’ dalla gerarchia clericale più retriva (capofila il destroso cardinale Ruini). Oltre ogni dubbio lo sconfitto è Papa Francesco e quanto rappresenta in Vaticano. Ignobile è il giubilo di Salvini-Meloni-Tajani, la loro menzogna sul decreto che limiterebbe la libertà di espressione e sarebbe discriminerebbe la famiglia padre-madre-figli, e per di più si allinea l’ex democristiano Matteo Renzi. Incredibile ma vero: a difendere coraggiosamente la legge Zan, in vigore in mezzo mondo, è il cantante Fefez, che contesta l’ingerenza: “Il Vaticano, che ha un debito di 5 miliardi di euro per tasse immobiliari mai pagate, spara (la balla, ndr) del decreto che violerebbe il concordato. Amici del Vaticano, siamo uno Stato laico”. Gli fanno eco i genitori. Denunciano aggressioni e bullismo quotidiani.

A proposito di intolleranza, il sovranismo comune ai vertici del calcio. Il presidente delle Fgci se n’è lavato le mani, ha legittimato il discutibile diritto dei calciatori della nazionale di non inginocchiarsi in segno di solidarietà per i neri uccisi brutalmente dalla polizia negli Stati Uniti. Fa peggio la Uefa., Si dice politicamente neutrale, ma vieta che lo stadio ‘Allianz Arena’ di Monaco, dove si disputerà il match degli europei Germana-Ungheria, su richiesta del sindaco si ‘vesta’ con i colori dell’arcobaleno. Il divieto obbedisce passivamente all’assurda norma voluta dal regime para fascista di Erdogan, primo ministro turco contro la diffusione di contenuti che “promuovano la deviazione (!!!) dall’identità di genere, il cambiamento di genere e l’omosessualità”. Per qualche buona ragione il ‘gioco’ del calcio, o meglio queste deviazioni dalla condizione di sport mondiale, comincia a piacerci poco, molto poco.

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