SCENARI DI GUERRA / LA NUCLEARIZZAZIONE DEL MEDITERRANEO

Le “fortezze volanti” degli Stati Uniti si stanno esercitando in questi bollenti giorni nei cieli del Golfo di Guinea, una delle aree geostrategiche ed economiche di maggior rilevanza dell’Africa.

Il super bombardiere B-52H ‘Stratofortress’ dell’US Air Force, infatti, dopo essere partito dalla base aerea spagnola di Moròn de la Frontera ha sorvolato prima il nord Africa e poi si è diretto verso il Golfo della Guinea per rientrare a fine missione in Spagna.

Afferma il generale Steven Basham, vicecomandante delle forze aeree a stelle e strisce in Europa ed in Africa: “Il volo su alcune regioni dell’Africa settentrionale e occidentale del bombardiere strategico in forza al 2nd Bomb Wing di stanza a Barksdale, in Louisiana, ha consentito all’equipaggio di esercitarsi ad operare in diversi spazi aerei. La missione odierna ci ha fornito un’importante opportunità per testare e stabilire linee vitali di comunicazione che saranno una componente chiave per le nostre future operazioni nell’area”.

Ricostruisce il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “Bombardiere strategico a lungo raggio (ha un’autonomia di volo fino a 16 mila chilometri) il B-52H ‘Stratofortress’ è stato prodotto dal colosso aerospaziale Boeing a partire dalla fine degli anni ’50 e grazie ai multimilionari interventi di aggiornamento è destinato ad operare sino alla fine del prossimo decennio. Si tratta di una micidiale arma di distruzione di massa: può trasportare e lanciare sino a 31.500 chilogrammi di bombe ed è l’unico velivolo dell’Aeronautica USA che può essere armato con i missili da crociera aria-superficie AGM-86 ALCM abilitati al trasporto di testate nucleari con una potenza variabile tra i 5 e i 150 kiloton”.

Continua Mazzeo: “Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’autorevole Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri), le forze aeree USA avrebbero in dotazione attualmente 528 missili AGM-86 ALCM (ogni B-52 ne può trasportare sino a 20); di questi, 200 circa sarebbero a disposizione nelle basi aeree in cui sono schierati i bombardieri, i restanti sarebbero stoccati in un unico deposito protetto di US Air Force. Data la rilevanza militare di questi velivoli strategici, ogni loro missione è sotto il comando e il controllo diretto della Dipartimento della Difesa, ‘ovunque nel mondo e in ogni tempo’”.

Chiariscono al Comando US Air Force: “Le missioni dei bombardieri B-52 dimostrano l’impegno degli Stati Uniti e dei propri partner, e riflettono l’abilità delle nostre forze ad operare a favore della sicurezza globale in un ambito che è sempre più dinamico e stimolante che mai”.

Stimolante, of course, soprattutto per l’esercito Usa e i colossi industriali impegnati nello strategico settore militare americano!

Subito dopo il loro arrivo a Moròn, le due fortezze volanti statunitensi hanno operato in molteplici scenari, soprattutto in nord ed est Europa, ma anche nel Mediterraneo centrale ed orientale, “simulando una serie di interventi di aperto e provocatorio contrasto delle forze aeronavali russe”, commenta Mazzeo. Che aggiunge: “Il 24 maggio i B-52H sono stati impiegati nello spazio aereo dell’Egeo e del Mar Nero in una esercitazione di guerra aerea e attacchi contro obiettivi navali insieme alle unità di cinque alleati NATO (Bulgaria, Grecia, Romania, Ungheria e Italia). Due giorni dopo, nelle acque del Mediterraneo, i due bombardieri strategici hanno effettuato un addestramento insieme ai caccia F-16 dell’aeronautica ellenica e agli Eurofighter ‘Typhoon’ della Royal Air Force e ad un pattugliatore P-8A ‘Poseidon’ del Patrol Squadron 40 di US Navy di stanza nella base siciliana di Sigonella”.

War games, poi, il 31 maggio nei cieli di tutto il vecchio continente con le forze di 20 paesi Nato, in quella che è stata denominata ‘Operation Allied Sky’. Commenta con soddisfazione il generale Jeff Harrigian, comandante delle forze aeree alleate Nato e Usa: “L’odierna esercitazione è una dimostrazione eccezionale della superiorità aerea della Nato e insieme con c’è sfida che non possiamo affrontare”. E aggiunge: “Le diverse missioni eseguite in un solo giorno dai due bombardieri hanno dimostrato la credibilità delle nostre forze aeree in un ambiente la cui sicurezza globale è assai diversa e più incerta di quella di ogni altro tempo della storia”.

Dal 7 al 9 giugno i due bombardieri si sono addestrati nello spazio aereo del Baltico insieme ai caccia F-16 dell’Aeronautica militare di Danimarca e Paesi Bassi e ai velivoli d’attacco JAS-39 Gripen della Svezia. E cinque giorni dopo il decollo dalla base di Moròn, le fortezze volanti hanno portato a termine un’altra missione di ‘contenimento’ anti-Russia nell’Egeo e nel Mar Nero, insieme agli F-16 di Grecia e Turchia.

Ovvio – nota Mazzeo – che “la presenza nel teatro europeo – e, adesso, pure africano – non passi inosservata a Mosca. Il 24 maggio il ministero della Difesa russo ha ordinato lo schieramento nella base siriana di Khmeimim (nella provincia di Latakia, sul Mediterraneo orientale, vicina alla base navale di Tartus) di alcuni cacciabombardieri strategici Tu-22M3‘Backfire’, utilizzabili per operazioni di attacco, ricognizione e pattugliamento navale. Anche questi velivoli, come i B52, sono abilitati al trasporto e all’uso di testate nucleari”.

Secondo il sito ‘Formiche.net’, il consolidamento russo nel cosiddetto ‘Mediterraneo allargato’ preoccupa non poco il Pentagono, la Nato e anche la Difesa italiana, i quali “vedono minacciata la funzionalità di strutture nevralgiche della stabilità regionale e delle relazioni transatlantiche, come la base di Sigonella, o il MUOS e i cavi sottomarini che solcano il Canale di Sicilia”.

Commenta ancora Mazzeo: “All’orizzonte si ripropongono, come alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, pericolosissimi scenari di ultramilitarizzazione e nuclearizzazione dell’area mediterranea. Con la Sicilia e le sue isole minori condannate a fare da piattaforme avanzate per le strategie di guerra globale del terzo millennio”.


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