CINA / LA BUFALA GIALLA SULL’ORIGINE ITALIANA DEL COVID

Cosa fanno adesso i cinesi per allontanare i sospetti sempre più corposi di aver prodotto nel laboratorio di Wuhan il mortale virus che ha mietuto milioni di morti nel mondo?

Accusano della pandemia l’Italia. Sostengono che il virus è partito da noi, per la precisione da Milano.

E come cercano di rafforzare il concetto? Dicono che il nostro premier, Mario Draghi, ha gettato la maschera e lo ha pubblicamente ammesso!

La fake news, o meglio la bufala nel senso più autentico del termine, è apparsa su due portali cinesi molto popolari, ‘163.com’ e ‘Tencent qq.com’, e addirittura sul sito web di regime ‘xilu.com’.

Secondo la notizia (sic) Draghi avrebbe dichiarato quello stesso giorno, cioè il 7 giugno, in “un’intervista rilasciata nel suo ufficio” (ma non si sa a chi) che nell’estate 2019 “l’epidemia di Covid-19 aveva iniziato già a diffondersi nel nord Italia, compresa Milano”.

E nell’articolo viene addirittura precisato: “In termini di tempo, questo potrebbe essere ben mezzo anno prima di quando la pandemia di Covid-19 è apparsa a Wuhan, in Cina”.

Risolto dunque il giallo internazionale che oggi angoscia il mondo!

Trovato l’untore!

Assicurati alla giustizia i colpevoli!!!

La notizia galoppa lungo la rete gialla, corre a precipizio tra i siti web e i social media. Anche grazie all’attivismo dell’‘esercito dei cinquanta centesimi’, una massa di commentatori online pagati dal regime, e dei ‘piccoli rosa’, altri militanti via rete. Uno dei commenti più gettonati contro gli occidentali è: “un ladro chiama ladri gli altri”, proprio come il bue che dà del cornuto all’asino.

Dopo alcune ore s’è svegliata l’ambasciata italiana a Pechino, che ha provveduto a smentire la notizia tramite il suo account ufficiale sul social media cinese ‘Weibo’: “Oggi sono apparsi su alcuni social media alcuni articoli che attribuiscono erroneamente e senza fondamento le osservazioni sulla fonte della pandemia di Covid-19 al primo ministro della Repubblica italiana, Mario Draghi. L’Ambasciata italiana sottolinea fermamente che il contenuto dell’articolo che riguarda le dichiarazioni del primo ministro è completamente falso e che la notizia non ha alcun fondamento”.

Non pochi cinesi hanno ironicamente commentato: “Le autorità hanno detto che internet non è un luogo al di fuori della legge; significa che non si possono diffondere voci sui nostri dipartimenti governativi e su eroi e martiri; ma questo non si applica al diffondere voci su governi stranieri”.

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