EGITTO / AFFARI & FREGATE DALL’ITALIA

Proseguono senza tregua i rapporti militari e d’affari tra Italia ed Egitto. Nonostante i ceffoni ricevuti dal nostro paese per l’assassinio di Giulio Regeni e la detenzione senza fine di Patrick Zaki.   

Ultimo, fresco episodio, l’invio ad Alessandria d’Egitto di uno dei nostri gioielli della Marina, la fregata missilistica ‘Carlo Margottini’, per condurre un’esercitazione a fuoco con un’unità della Marina egiziana appena consegnata dalla nostra Finmeccanica.

Insomma, ‘fuochi a mare’ alla faccia della memoria di Giulio.

Ne dà pomposamente notizia, giovedì 20 maggio, ‘Arabnews’. “La fregata egiziana ‘Al Galala’ e l’italiana ‘Carlo Margottini’ hanno preso parte congiuntamente ad un’esercitazione dopo la loro visita al porto di Alessandria”. E viene spiegato che l’addestramento “ha incluso un differente numero di attività, compreso il modo di affrontare ostilità atipiche durante la partenza da un porto. Le due unità – viene aggiunto – hanno affrontato un rapido avvicinamento con lanci di trappole esplosive e hanno effettuato un’operazione d’intercettazione marittima su una nave sospetta. Esse hanno svolto inoltre diverse attività di navigazione che hanno evidenziato l’abilità del rispettivo personale di bordo nello svolgere i compiti con accuratezza ed efficienza”.

Tutti felici e giocondi come giovani marmotte!

Commenta il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “L’addestramento nelle acque di Alessandria d’Egitto ha rappresentato la prima vera uscita operativa della fregata ‘Al Galala’, la quale è stata equipaggiata con i più moderni sistemi da combattimento globale e tecnologici. L’unità della classe ‘Fremm’ era stata consegnata alla Marina militare egiziana a fine dicembre 2020 dalla holding industriale-militare Fincantieri dopo il restyling nel cantiere di Muggiano-La Spezia. Ad aprile, una seconda nave da guerra della stessa classe (‘ENS Bernees’) è stata consegnata da Fincantieri al regime di Al-Sisi. Ad esse potrebbero aggiungersi presto altre quattro Fremm e venti corvette-pattugliatori classe ‘Lalaj’”.

Cin cin.

In una nota dell’ufficio stampa della Presidenza della repubblica egiziana viene spiegato che “queste due fregate assicurano nuove capacità operative d’intervento alla Marina militare egiziana, consentendo di difendere le frontiere marittime e le linee di navigazione e di proteggere le forze di terra durante la difesa e/o le operazioni d’attacco nelle coste, difendendo altresì le fonti naturali dello Stato nel Mediterraneo e nel Mar Rosso”.

Non è finita qui: “Le due nuove fregate rappresentano la forza di deterrenza nazionale per mantenere la pace, assicurare la libertà di navigazione e supportare la sicurezza del Canale di Suez, alla luce delle ostilità e delle sfide che affliggono la regione”.

Dal 16 al 28 maggio, poi, nelle acque del Canale di Sicilia, unità da guerra di Italia ed Egitto sono impegnate insieme ad altri undici paesi nell’esercitazione internazionale ‘Phoenix Express 2021’, sotto la direzione di US Africom, il comando per le operazioni delle forze armate USA nel continente africano, e del comando delle forze navali Usa in Europa e Africa di stanza a Napoli.

Spiegano i vertici dello Stato maggiore del generale Al-Sisi: “Questa esercitazione fa parte dell’impegno di rafforzamento delle relazioni militari e della cooperazione tra le forze armate egiziane e i suoi alleati”.

Prendono parte alla kermesse militare, oltre agli USA, Italia ed Egitto, anche unità navali di Algeria, Tunisia, Libia, Marocco, Mauritania, Francia, Belgio, Grecia, Spagna e Malta.

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