LO STARNUTO DI LETTA / E’ BASTATO PER SOLLEVARE LA TEMPESTA NEL PANTANO

Perfino la super conservatrice Gran Bretagna fa marcia indietro sulle ferrovie che dopo decenni di privatizzazione selvaggia tornano sotto il controllo del governo.

Da Downing Street, infatti, è appena partito il progetto ‘Great British Railways’ al posto del famigerato ‘Network Rail’ che ha prodotto tanti danni sia ai viaggiatori che ai lavoratori e all’intera economia del paese.

Ora non saranno rose e fiori, perché i privati non spariscono d’incanto: ma, vivaddio, sugli appalti vigerà un controllo fino ad oggi del tutto assente e la ‘regia’ delle operazioni sarà pubblica.

Ovviamente dell’iniziativa non ha scritto o parlato alcun mezzo d’informazione di casa nostra, tranne proprio il giornale degli industriali, il Sole 24 ore, più illuminato (e meno ottusamente scuro come la pece) dei media di regime, Repubblica & Corsera in testa.

Evidentemente, qualsiasi idea o progetto che abbia minimamente una vaghissima parvenza di essere orientato al bene pubblico, all’interesse collettivo, diventa una bestemmia, qualcosa di oscenamente diverso, alternativo, di ‘sinistra’. Parola che è bene non pronunciare mai più, che va bandita da ogni vocabolario possibile.

Avete visto cosa è successo al povero Enrico Letta che ha osato bisbigliare appena una cosa vaghissimamente – come avrebbe detto Nanni Moretti – ‘di sinistra’? Lapidato in tempo reale, massacrato… per non aver detto praticamente niente! Ma è bastato l’accenno, la ‘mossa’ – azzardata forse solo per vedere l’effetto che fa, a mo’ di esperimento -per sollevare un putiferio.

Però è servita per mostrare che il re è nudo. Di quale pasta sia fatta la quasi totalità della politica (sic) di casa nostra. Del letamaio nel quale siamo ormai sprofondati senza più accorgercene. Hanno dovuto per forza di cose gettare la maschera quei fascistoidi delle bande salvinian-meloniane, per non parlare dei renziani e d’una bella fetta di Pd che ha calpestato ogni memoria del suo passato con la casacca del Pci, un partito che in nulla ormai somiglia a quell’ectoplasma che è, appunto, oggi il Pd.

Letta è uno scolorito professore che farebbe bene a tornare nella sua Parigi e togliere il disturbo. Ma almeno potrà andar a risciacquare i suoi panni nella Senna con un risultato all’attivo: aver mostrato, fino in fondo, la pochezza alla quale la politica di casa nostra si è ormai ridotta, il livello sottozero ormai raggiunto.

Siamo un paese normalizzato da un governo Draghi che sta radendo al suolo le ultime speranze di intravedere la sagoma di un futuro possibile. Attraverso la sciagurata ‘non gestione’ sociale ed economica della pandemia, ci ha ridotti ad una larva di Paese, una colonia periferica sospesa ormai tra Stati Uniti (il tetro oggi) e Cina (l’ancor più tetro domani), nel bel mezzo di un deserto chiamato Unione europea. Senza uno straccio di identità, senza memoria, senza un minimo bagaglio di utopie, le uniche che permettono ad un Paese di sperare in un domani diverso.

E’ bastata quella proposta minima, già in sé ridicola per la sua (non)entità, per farci vedere l’intera scena di totale degrado morale, sociale e politico nel quale siamo vergognosamente affondati, la melma che ci sovrasta, le sabbie mobili nelle quali siamo ormai ridotti alla mortale paralisi.

Altro che tassucola sulle successioni che sfiora addirittura i patrimoni oltre i 5 milioni e solletica l’1 per cento degli italiani!

Ci vorrebbe (ma dove la troviamo, oggi?) la forza politica di parlare di patrimoniale senza se e senza ma, capace di togliere a chi ha accumulato, vive di rendita, a sbafo e sulle spalle di tutti; e di dare a chi non ha, non riesce neanche a iniziare il mese, soprattutto dopo un anno e mezzo di devastante disastro economico innescato dalla pandemia.

Una redistribuzione vera e propria delle risorse, un riequilibrio, una spallata vigorosa alla ‘bilancia sociale’ per riassestarla equamente.

E forza con provvedimenti come quello preso dal governo inglese. Altro che abolizione della legge sugli appalti e mano libera ad affaristi e mafiosi! Sì alla ripresa di un potere pubblico che sia capace sul serio di intervenire – come avrebbe dovuto fare in passato e non ha mai fatto – nei settori strategici. Più Stato, non meno Stato come ormai quasi tutta la politica decerebrata invoca!

E’ questo il momento di agire, altrimenti domani sarà troppo tardi. Proprio per via del ‘Great Reset’ che rischia di travolgere tutto e tutti, per consegnare le leve del Potere nelle mani di una Oligarchia sempre più ristretta, capace di imporre le sue regole alle quali non potremo neanche più sognare di opporci. Come abbondantemente dimostra il ‘metodo covid’, la ‘strategia delle pandemie’: cittadini sudditi (o, se preferite, cavie) e la democrazia, ormai, ridotta solo ad un optional sempre più scolorito.

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