BENETTON / L’OFFERTA DI CDP PER ATLANTIA VA IN ASSEMBLEA

Avrà mai termine la sceneggiata che vede protagonista l’Atlantia griffata Benetton e proprietaria della famigerata Autostrade per l’Italia?

Difficile da credere, visto quanto è successo fino ad oggi, i tentennamenti dei due governi Conte e il ‘non pervenuto’ dall’esecutivo Draghi, impelagato tra Pandemia e Recovery.

Ma una data c’è. Ed è quella del 31 maggio, quando il consiglio d’amministrazione di Atlantia dovrà valutare l’unica proposta arrivata fino ad oggi sul tavolo.

In una nota, infatti, fa sapere la società di proprietà, al 30 per cento, della famiglia Benetton: “Il 31 maggio 2021 l’assemblea degli azionisti è convocata per l’esame dell’offerta vincolante per l’acquisto dell’intera partecipazione dell’88,06 per cento del capitale detenuto da Atlantia in Aspi (Autostrade per l’Italia, ndr), presentata dal consorzio formato da Cdp, Blackstone e Macquarie”.

Si tratta, in soldoni, dell’unica offerta fino ad oggi pervenuta e formulata, appunto, dalla Cassa Depositi e Prestiti, la nuova Iri de noantri controllata dal ministero dell’Economia; e da due grossi fondi americani, che ormai dettano legge in questa economia globalizzata.

E’ da mesi e mesi che CDP fa la corte ad Atlantia. Per modo di dire: sa di essere l’unica ‘pretendente’, ha trovato due fondi come partner, non ha concorrenti, può fare il suo gioco e presentare l’offerta che vuole. Un prendere o lasciare.

E l’offerta non cambia di una virgola, o quasi. Sul piatto CDP & partners hanno messo 9 miliardi abbondanti, per la precisione 9,1. Come del resto avevano già fatto qualche mese fa, a febbraio.

In vista del 31 maggio solo un ritocchino, tanto per far vedere: come la riduzione del limite massimo (da 1,51 miliardi a 871 milioni) degli indennizzi richiesti a fronte di alcuni contenziosi; e il riconoscimento di commissioni che portano la valorizzazione appena più in alto, cioè a quota 9,3 miliardi.

Bazzecole, comunque, pinzellacchere.

Pesano, soprattutto, altre mancate offerte, che avrebbero consentito un minimo di gara al rialzo. Ad un certo punto dalla Spagna è sembrata alzarsi un’offerta, sulle ali del gruppo ACS, guidato dallo storico presidente del Real Madrid, Florentino Perez. Ma era solo una bolla di sapone, come si è dimostrato il progetto della Super Champions cullato da Perez e naufragato in un baleno.

Commentano i consiglieri di Atlantia: “Anche la manifestazione di interesse recentemente formulata da ACS è pur sempre subordinata alla sottoscrizione del Pef, all’approvazione da parte del governo dell’operazione ivi tratteggiata e alla presenza di Cdp quale partecipante all’operazione. Tale ipotesi è inoltre a uno stato di maturazione inferiore a quello dell’offerta e resta esposta a rischi e incertezze sulla sua concreta percorribilità”.

Di tutta evidenza, la presenza della Cassa è considerata un elemento imprescindibile: no CDP, no party.

Desumono i consiglieri: “Trattasi, in conclusione, di un contesto del tutto atipico, assai complesso, incerto e assolutamente privo di precedenti”. Insomma, peggio che andar di notte.

E ancora: “Per questa ragione, e per l’indubbia rilevanza che la partecipazione in ASPI ha nel perimetro del gruppo, il cda, anche in relazione a specifiche richieste pervenute da alcuni soci, ha ritenuto di dover comunque sottoporre, dopo i miglioramenti conseguiti, all’assemblea la valutazione dell’offerta, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede ai quali è tenuto nel suo operare”.

Quei ‘soci’ (alcuni) sono i Benetton, i quali hanno bocciato il progetto di scissione alternativo alla vendita dell’88 per cento di Aspi, vogliono che l’offerta targata CDP venga portata in assemblea e sperano in un disco verde.

In questo modo, chissenefrega della montagna di debiti accumulata con la gestione tutta in rosso targata Abertis, la società spagnola comprata qualche anno fa e che ha portato solo perdite, quasi 40 miliardi di euro.

E chissenefrega della montagna di problemi causata dalla scellerata (e criminale) gestione di Autostrade, culminata con la tragedia del ponte Morandi.

Scordammoce ‘o passato e becchiamoci i soldi dalla generosa Cassa de noantri.


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