“Bella questa pistola, conveniente. Prendi 3, paghi 2”

La questione è talmente delicata da imporre prudenza e attente riflessioni, ma è anche utile una premessa. In Paesi a regime dittatoriale e ancor più in alcuni dichiaratamente di destra, si esibisce impunemente il saluto romano, sventolano bandiere con il simbolo della svastica, si srotolano striscioni con le effigi di Hitler, Mussolini e scritte inneggianti al nazifascismo, si tengono raduni di sovversivi. In questi luoghi del mondo, a qualunque latitudine e in ciascuno dei continenti, l’uso delle armi è diffuso, spesso senza alcun limite e non meno gli arresti di singoli o contestatori di massa: metodo violento di reprimere il dissenso. È però sconvolgente constatare, che chi si cuce addosso il primato di democrazia occidentale, è anche il Paese che consente a trecento milioni di cittadini di acquistare pistole, coltelli, fucili, armi anche più sofisticate e letali, come si compra frutta e verdura nei supermarket, senza alcuna procedura di controllo. L’esito è noto: negli Usa ogni giorno qualcuno spara sulla folla. Le stragi: 330 morti nel 2015, 379 l’anno dopo, 417 nel 2019, 578 nel 2020. Dati di un crescendo impressionante e nessuno calmiera la vendita indiscriminata di armi. Anzi, oltranzisti del mondo razzista e cosiddetti primatisti (cioè ‘prima i bianchi’) invogliano gli americani a ‘farsi giustizia’.

Dilettanti allo sbaraglio italiani, della destra più o meno estrema, che puntano a ottenere ‘like’ dai potenziali giustizieri, provano a rendere lecita, ad assolvere senza conseguenze il ‘fai da te’ di chi stravolge il principio della difesa personale e uccide ladri, rapinatori, a prescindere dalle circostanze. Per non far nomi, dopo ogni episodio di colpi di pistola, di fucile, contro autori di furti o rapina e senza attenderne l’accertamento arriva puntuale, il ‘ben fatto’ di Salvini. [S1] Per esser chiari, il plauso scatta se la vittima di furti, anche se non portati a termine, uccide sparando alla schiena mentre i rapinatori si danno alla fuga. La cronaca propone un caso del genere. Dice di un orefice, che ha concluso un tentativo di rapina a colpi di pistola. Ha ucciso due uomini, ha ferito un terzo. Mentre si indaga per accertare lo svolgimento del ‘fatto’, non poteva mancare lo scontato commento di Salvini, che assolve il gioielliere con la frase di rito “La difesa è sempre legittima”. Legittima un corno. Le immagini mostrano il cadavere di uno dei rapinatori falliti in mezzo alla strada e distante dal locale dell’orefice. Legittima difesa o vendetta per il precedente episodio di violenza subito da rapinatori legati alla ‘ndrangheta, sei anni fa?  Il sospetto: l’incitamento far giustizia da sé è un caso, non l’unico, assolto come le violenze di frange della destra estrema, che s’infiltrano fra i manifestanti in rivolta, colpiti pesantemente dalla pandemia e trasformano la protesta in violenza, nell’assordante silenzio di formazioni politiche che di questo si avvalgono per qualche punto in più nei sondaggi. Sorprende, non poco, che tutto questo scivoli via senza lasciar traccia o quasi: deficit di tensione democratica e di interessi, che stentano a dire, specialmente a fare ‘qualcosa di sinistra’.


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