MAURO MORETTI / IMPUTATO PER VIAREGGIO, E’ ORA AL VERTICE DI PSC

Prosegue inarrestabile e irresistibile l’ascesa di Mauro Moretti, nonostante i gravi incidenti di percorso.

Il super manager di Stato, infatti, ha fatto il suo ingresso a vele spiegate in un colosso del settore impiantistico, PSC, pronto a diventarne l’amministratore delegato.

Ma intanto è in attesa di quanto verrà deciso nell’Appello bis chiamato a ridiscutere la condanna in primo e secondo grado per la tragedia di Viareggio, nella quale bruciarono vive 32 persone.

Recapitoliamo i fatti e partiamo dai freschi fasti.

Il Cda di PSC, presieduto da Umberto Pesce – si legge in una nota aziendale – ha deliberato di cooptare in qualità di consigliere non esecutivo Moretti. “L’ing. Mauro Moretti, che da oggi entra a far parte del consiglio di amministrazione del Gruppo PSC spa come consigliere non esecutivo, ha ricoperto, tra l’altro, ruoli prestigiosi e di primo piano in grandi realtà industriali e quotate del nostro Paese. L’ing. Moretti, in conformità alle previsioni statutarie, è stato cooptato secondo le ordinarie previsioni di legge e, con l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio riferito all’esercizio chiuso 31.12.2020 nonché a rinnovare le cariche degli amministratori, assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo”.

Un gruppo che nasce 60 anni fa in Basilicata ed è oggi un vero e proprio colosso nel settore impiantistico delle costruzioni e delle infrastrutture. Nel corso degli anni è diventato partner dei principali general contractor, tra cui Salini-Impregilo, Condotte, CMC, e committenti pubblici, come ANAS. Man mano ha diversificato le sue attività, e si è espanso in modo sensibile all’estero, tanto da essere presente in America Latina, Russia e Paesi del Golfo.

 

La strage di Viareggio. In apertura Mauro Moretti

Mesi fa ha acquisito il controllo di Italtel, un tempo la perla delle telecomunicazioni pubbliche in Italia, un settore nel quale PSC intende far segnare con forza la sua presenza.

Tutti da novanta gli azionisti: il gruppo, infatti, è partecipato al 10 per cento da Fincantieri e per un altro 10 per cento da SIMET, una società del dorato arcipelago che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti, la quale a sua volta è controllata dal ministero dell’Economia e si sta sempre più trasformando nella nuova IRI.

Nel 2022 si prevede che il fatturato raggiungerà gli 800 milioni di euro, ma l’obiettivo da centrare presto è quello del miliardo tondo tondo. Il gruppo dà lavoro a 5 mila addetti e il suo cda è composto da Fulvio Conti (l’ex amministratore delegato di ENEL), Luigi Ferraris, Michele Adinolfi, Livio Gallo, Claudio Carnevale ed i fratelli Pesce, Angelo e Umberto (fu il padre, Emidio, a fondare nel dopoguerra un’impresa artigiana per l’installazione e manutenzione di impianti elettrici in Basilicata).

Torniamo al super manager Moretti, la cui carriera ha davvero del mitico. ‘Nasce’ infatti a casa Cgil. Poi, dismessa la casacca del sindacalista, passa direttamente dall’altra parte della barricata. E assume la guida delle nostre Ferrovie. Raccoglie consensi a destra e a manca, è un intoccabile. Poi la disavventura di Viareggio e l’avvio delle indagini: ciò non impedisce all’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano di nominarlo Cavaliere del Lavoro. Sempre da indagato, viene riconfermato al vertice FS dal governo Berlusconi, poi da imputato ottiene disco verde anche da Enrico Letta. Mentre l’apoteosi (e sempre da imputato) viene celebrata con l’esecutivo guidato da Matteo Renzi, che lo incorona amministratore delegato di Finmeccanica, oggi Leonardo.

Arrivano le condanne in primo e quindi in secondo grado per reati che vanno dal disastro ferroviario colposo all’omicidio colposo plurimo aggravato. La Cassazione, infine, ha riconosciuto a suo carico ‘colpe omissive’, ma anche chiesto, solo per lui, un Appello bis per ridiscutere nel merito il capo d’accusa più grave, ossia ‘disastro ferroviario’, dal momento che i reati meno gravi come omicidio colposo, lesioni gravi e gravissime ed incendio sono andati prescritti.

Cosa succederà all’Appello bis? Staremo a vedere. L’inossidabile Moretti può adesso godersi la super poltrona al Gruppo PSC.

E fregarsene della lettera inviata dai familiari delle vittime per la strage di Viareggio al presidente PSC, Umberto Pesce: “Dottor Pesce, è anche a Lei che ci rivolgiamo, a Lei che per la sua azienda ha scritto un bellissimo codice etico (che parla di onestà, correttezza, integrità, sicurezza dei lavoratori) e la storia della sua azienda arriva da lontano, da radici forti e familiari. Le chiediamo se la nomina ad amministratore delegato di Mauro Moretti, imputato eccellente (non per meriti, ma per sue precise responsabilità) nella strage ferroviaria del 29 giugno e condannato sia in primo grado che in appello per omicidio colposo plurimo aggravato, per la morte di 32 persone tra cui donne e bambini di 2,3 e 4 anni, e ancora in attesa di giudizio definitivo, sia moralmente etica”.


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