La via retta della Tv

Augias, ex titolare della rubrica ‘Posta e risposta’ di ‘la Repubblica’ ringrazia Merlo, suo successore, per aver ospitato lettere di lodi al suo ‘Città segrete’, puntata su Napoli, altrove sommersa di critiche indignate per la pochezza del racconto e la sovrabbondanza di luoghi comuni, folclorismo, per i tempi smisurati riservati al ‘dio’ Maradona, alla camorra di Cutolo, per alcune ‘sviste’ nel citare eventi storici, eccetera, eccetera. Dopo qualche giorno dal default del programma Augias riceve un assist davvero singolare dalle lodi di Cirino Pomicino, che, come dire, non è un campione di napoletanità positiva. Merlo deve aver faticato per cestinare tutte le segnalazioni contro il pessimo biglietto da visita messo su con pressappochismo ingiustificabile da Augias. Nei giorni scorsi ho suggerito ai napoletani indignati di cercare ‘on demand’, in Sky Arte, la puntata che ha magistralmente narrato la Napoli sotterranea (“Sacra bellezza, storie di sante reliquie”). In lode a frammenti della tv di qualità, purtroppo ‘di nicchia’, ho suggerito anche di non perdere alle 20 e 20 (Rai 3) il piacevolissimo capolavoro televisivo di ‘Via dei matti n° 0, magia a firma di Stefano e Valentina Bollani, ogni sera più gradevole. Merita analogo invito, abbandonate altre ipotesi d’ascolto mattutino, il clic sul telecomando quando compare il logo del secondo canale Rai. Luca Barbarossa e Andrea Perroni intrepretano, come a suo tempo ha fatto Fiorello con la sua ‘edicola’ di leggiadra leggerezza, il sano principio della televisione anti trash, capitolo, ahinoi, volutamente ignorato dal ‘tv system’. Dalle 8 e 45 alle 10 Barbarossa e Perroni propongono un’ora e un quarto di straordinaria congiunzione tra garbo, intelligenza, spettacolarità senza sbavature, musica di qualità e ineccepibili scelte di argomenti e ospiti. Allora: studio sobrio, quasi spartano, colonna sonora perfetta (Stefano Cenci tastiere e arrangiamenti, Frances Alina Ascione voce, Meki Marturano batteria
Emanuele Ciampichetti basso, Claudio Trippa chitarra), selezione rigorosa del tema portante di ogni puntata per una proposta molto prossima alla perfezione e compagni di viaggio quotidiani mai banali. Senza farne esagerazioni esplicite: veleggiano sul programma temi in primo piano raccontati nella lingua degli interessi comuni: ambiente, progresso, solidarietà, colorati di semplicità, ironia e autoironia, totale simpatia dei conduttori. Questa mattina il programma per l’argomento centrale ‘Giornata mondiale della Terra’, ospite Dolcenera, cantante salernitana sensibile all’emergenza della salvaguardia ambientale e Gianuberto Accinelli, insegnante di liceo, esperto di econarrazione (ovvero un modo semplice, emotivamente coinvolgente per sensibilizzare le nuove generazioni alle problematiche ambientali). Ieri uno strepitoso, intelligente eclettico Neri Marcoré e per i trent’anni di carriera musicale i ‘99 Posse’, monumenti napoletani del rap politicamente impegnato. Inevitabile l’analisi parallela tra il peggio della Tv caciaresca, gossipara, incolta, che propinano i network pubblici e privati per deprimere la coscienza critica di un’immensa utenza e la rabbia di sapere che fare buona televisione è possibile come dimostrano Report, Presa Diretta, Fazio, i programmi culturali del primissimo pomeriggio, Geo, Kilimangiaro, Linea Verde, le ‘Parole della settimana’ di Gramellini, Sky Arte, la Rai che propone teatro, concerti, buon cinema. Quasi lo dimenticavo, Radio 2 social Club, lo dice lo stesso titolo del programma, nasce dall’idea geniale di unire radio e televisione. Il programma di Barbarossa e Perroni parte in diretta dalla sala Bin di Via Asiago, storica sede di Radio Rai. Esperimento da moltiplicare e da non perdere ogni mattina dalle 8 e 45, secondo canale Rai.

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