DISABILI / VACCINAZIONI FORZATE A LOS ANGELES

Vaccinazioni forzate per i portatori di handicap negli Stati Uniti.

Un video che circola nella rete a stelle e strisce mostra i componenti del ‘Los Angeles Sheriff’s Department” che iniettano con violenza il vaccino anti covid a persone disabili.

Si tratta della cosiddetta ‘Operazione Homebound’, “un programma – viene precisato tramite il sito web del Dipartimento – per immunizzare i residenti con disabilità più sottorappresentati, costretti a casa e svantaggiati delle nostre comunità, compresi i senzatetto”.

Nell’ambito del programma, fino ad oggi sono stati vaccinati circa 500 disabili di Los Angeles.

Il filmato mostra due persone in abiti civili e un ufficiale in uniforme che immobilizzano una donna, chiaramente terrorizzata quando l’ufficiale le infila un ago nel braccio.

In un altro video si vede una donna a malapena in grado di muoversi e incapace di parlare. “Va tutto bene, tesoro. Va bene. Ti abbiamo appena vaccinata”, dice un agente alla donna, che sembrava dormire e si sveglia quando le viene infilato l’ago nel braccio.

“Questo rappresenta il peggio della psichiatria, il peggio della salute pubblica, della politica progressista, unite al servizio del globalismo”, dichiara a‘Lifesitenews’ lo psichiatra Peter Breggin. Che aggiunge: “Nessuno che non sia in grado di dare il proprio consenso, compresi i bambini, i carcerati, i disabili, dovrebbe ricevere un vaccino sperimentale. Esiste un diritto costituzionale consolidato che proibisce la sperimentazione sui malati di mente”.

In tutto ciò Breggin vede una flagrante violazione del Codice di Norimberga, nel quale si afferma che “il consenso volontario dei pazienti è assolutamente essenziale”.

La storia americana, tuttavia, è disseminata di precedenti sperimentazioni mascherate da ‘cure mediche’ per malati di mente e disabili. Dagli anni ’50 al 1972, ad esempio, i bambini disabili della Willowbrok State School di Staten Island, New York, furono sottoposti a esperimenti sui vaccini. Inoltre, la sterilizzazione forzata decisa dal governo delle persone ritenute mentalmente malate e ‘indesiderate’ è continuata in non pochi Stati fino agli anni ’80.

Un articolo di ‘Lancet’ dello scorso febbraio su covid e malattie mentali, affermava che “gli interventi medici obbligatori possono risultare traumatici e quindi dovrebbero essere considerati solo in ultima istanza”.

Nell’articolo, poi, si sottolineava che le persone con serie patologie mentali, come la psicosi, possono avere condizioni sottostanti, come l’obesità e il diabete di tipo 2, che aumentano il rischio di morte da covid-19.


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