Il Tg ‘in croce’

Approdato al terminale al numero 1.452 di articoli pubblicati, giorno dopo giorno, su Facebook, ho difficoltà nel procedere a ritroso per citare la data di un paio di loro, perciò rinuncio a ricordare quanto tempo fa (nell’odine di qualche mese), ho denunciato il malcostume della giornalista Rai Marina Nalesso, che conduce una delle edizioni del tg2 diretto da Sangiuliano, premiato con questa nomina per antica fede destrofila, al tempo del governo giallo-verde). La signora, o signorina mezzobusto, con esplicita provocazione, è l’idea dei censori più intransigenti, ha il vezzo, molto femminile, di completare quanto indossa con una varietà da collezionista di crocefissi, che le scendono sul petto retti da sfavillanti collane, come fossero gingilli da bjoutterie di lusso. Nessuno della Tv di Stato, in un Paese laico, ha chiesto alla giornalista, con garbo, ma deciso, di arretrare da questa forma di esibizionismo, discriminante nei confronti di chi cattolico non è. Se proprio non potesse fare a meno di indossare crocifissi, di metterli almeno al di sotto di camicie e golf. Domanda: ove mai l’azienda di Saxa Rubra decidesse di assumere una giornalista dell’Islam, consentirebbe forse che si ponga di fronte alla telecamera con il capo coperto dallo Hijab? Un lettore pone la questione a Merlo, dopo Augias titolare della rubrica di Repubblica ‘Posta e risposta’. Dopo aver arzigogolato Merlo consiglia di ‘evitare la crociata contro la croce della Nalesso’. Oggi una serie di repliche, una la condivido. parola per parola: “…secondo lei, il direttore del Tg2 ammetterebbe alla conduzione un giornalista con la Kippah, con la barba e i lunghi riccioli degli ebrei ortodossi o una conduttrice con hijab, nigab o chadori?”. Altra mail: “…Non vedrò più il Tg2 delle 13 (condotto dalla Nalesso, ndr), fazioso, schierato, sfacciatamente servo di Lega e Fratelli d’Italia”. A voi il giudizio: chi ha torto e chi ha ragione?  Personalmente, oscuro da tempo Tg2 e T1 (non meno fazioso e altrettanto ‘servo’ della destra). A proposito: Lorenzo Fontana (Lega Nord): “Marina Nalesso un esempio di coraggio”

Insulti indegni affidati ai social, per i 208 senatori che hanno detto ‘sì’ all’impegno del governo di offrire a Patrick Zaky la cittadinanza italiana, per sottrarlo a torture e carcere illegittimo (432 giorni senza processo), alla tirannia egiziana. Sentite: “Per me, l’egiziano può marcire in carcere nel suo Paese.  Lui e tutti i comunistelli che tifano per lui”. “…Non crediamo che gli egiziani siano improvvisamente impazziti e l’abbiano gettato in galera, così per divertimento”.

Ma in che razza di Paese viviamo? Cosa partorisce un così ampio campionario di bizzochi, qualunquisti, nostalgici di slogan elettorali post bellici del tipo “I comunisti mangiano i bambini”? Cosa   ha snaturato la missione della Chiesa, lasciata al governo di affaristi, corrotti, mistificatori, pedofili, alleati di complottisti interni, in balia delle ‘alte sfere’ del clero che tramano contro papa Francesco, intento a sanificare il marcio che abita il Vaticano e i suoi dintorni?


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