Covid-star e Tv

Brad Pitt, l’astronauta Cristoforetti, Cristiano Ronaldo, Elisabetta II, i miliardari di Amazon, Alibaba, Facebook, Microsoft, Google e per noi italici Mattarella, Agnelli, Valentino Rossi, eccetera, eccetera: oramai sono dilettanti della popolarità televisiva, per non parlare di maschi e femmine habitué del debordante mondo del gossip. Dal via del ferale manifestarsi della pandemia e ancor più nel suo incalzante dilagare,  riflettori, obiettivi degli strumenti di ripresa, agenzie di stampa, quotidiani, periodici di settore o generalisti, hanno partorito l’inimmaginabile fenomeno di uno star system affollato di virologi, immunologi, biologi, medici di pronto soccorso e della terapia intensiva, psichiatri, sociologi, psicologi, tuttologi, uomini  e donne ‘qualunque’, chiamati a dipanare il garbuglio anarchico di teorie, opinioni, pronostici, avvertenze, indicazioni. Piovono a dirotto sentenze su “ma il Cofid-19 cos’è, che origini ha, come si diffonde, come si contrasta, quanto resterà in circolo, ha quante e quali le varianti, l’ampia scala di valori dell’ efficacia di questo o quel vaccino, come e quando somministrarlo e prima a chi; una, due, tre dosi, effetti collaterali, trombi in media statistica e a prescindere dall’AstraZeneca, fasce d’età più o memo a rischio e che bravi inglesi e americani, quanto poco europei e italiani, no vax, sì vax, mascherine P2 protettive e fasulle…”

Nel discettare sul ribollente magma dello stramaledetto coronavirus, i media hanno concorso a rendere affollato il ‘tribunale della pandemia’, con l’accesso all’orgia di elucubrazioni sul tema di ‘esperti’ a vario titolo, sovrastati dall’ascetica autorevolezza del number one americano Fauci, credibile quanto gli oracoli della Sibilla. È impresa impossibile citarli tutti, soprattutto se frequentatori sporadici del programma ‘Zoom’ che ha sostituito le costose trasferte di un tempo di troupe televisive inviate in ospedali e studi degli intervistati. Gli italiani, specialmente i tanti soggiogati dal bombardamento in Tv della Covid-paranoia, sono oramai in confidenza, (ma a sanifico distanziamento) con le nuove star del serial ‘Pandemia da Covid’: recordman di presenze nei cento canali pubblici e privati è Ricciardi, consulente del ministero della Salute. Vanta 4.725 tra presenze e citazioni. Lo seguono il rassicurante virologo Crisanti, l’infettivologo Galli, il virologo Pregliasco, Brusaferro, Bassetti, Lo Palco, Cartabellotta, Locatelli, l’adorabile Antonella Viola (tutti i sabato sera con Gramellini e la sua ‘Parola’),Ilaria Capua, Usa,capo del One Health Center of Excellence, Università della Florida, Burioni, oramai anchor man di ‘Che tempo che fa’, Zangrillo, del San Raffaele di Milano, medico personale di Berlusconi,  Rezza, epidemiologo, Palù, virologo. A questo team di soloni della pandemia, si unisce il popolo delle/dei ‘comparsiste/i, che saltellano da un programma all’altro per intascare i ‘gettoni di presenza’. Tra i più assidui, Rita della Chiesa, Alba Parietti, Platinette, da qualche tempo Gigliola Cinquetti (!), attori-attrici di fiction, cantanti, amici degli amici. Alcune delle star elencate (non di rado in disaccordo tra loro) sono sotto tutela economica di agenti che contrattano i compensi (ad esempio Burioni e Ilaria Capua). Circola poi l’indiscrezione che il ‘gettone di presenza’ per due minuti in Tv sia compensato con duemila euro, più Iva, mentre non è ancora noto il corrispettivo in euro per performance di maggiore durata.

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