PUTIN / LA UE E’ GENUFLESSA DAVANTI A BIG PHARMA

Un secco niet pronunciato dal commissario dell’Unione europea per il mercato interno, Thierry Breton, nei confronti del vaccino russo Sputnik 5: “non ne abbiamo assolutamente bisogno”.

Replica a botta calda il presidente russo Vladimir Putin: “Una strana dichiarazione. Non imponiamo nulla a nessuno, ma quando sentiamo dichiarazioni del genere da parte dei funzionari, sorge la domanda: quali interessi proteggono e rappresentano queste persone? Gli interessi delle case farmaceutiche o gli interessi dei cittadini dei paesi europei?”.

E ancora, sempre con riferimento alla nomenklatura made in UE: “Cosa stanno facendo? Lobbismo? E queste persone stanno cercando di insegnarci qualcos’altro, stanno anche imponendo sanzioni contro di noi”.

Rammenta, il presidente russo: “In Europa, tra l’altro, molti non sanno che la Russia ha presentato una domanda ufficiale di registrazione all’Agenzia europea per i farmaci molto tempo fa. Questo è accaduto il 21 gennaio 2021. E solo il 4 marzo è stata presa la decisione di avviare il procedimento di approvazione”.

Colpisce proprio nel segno e affonda il dito nella piaga europea, Putin, quando sottolinea la totale genuflessione della politica e della burocrazia UE nei confronti delle star di Big Pharma, con le quali sono stati firmati contratti del tutto autolesionisti per l’Europa, a perfetta dimostrazione di quanto le lobby del farmaco – come sottolinea Putin – dettino l’agenda politica europea, che se ne fotte della salute di tutti i cittadini.

Passiamo sul fronte americano, dove gli Stati Uniti sono riusciti in una incredibile performance: nel giro di un paio di settimane hanno suscitato le ire congiunte di Russia e Cina, favorendo un forte avvicinamento tra le due potenze, riunite in un fronte comune contro l’arroganza a stelle e strisce. E contro una politica amerikana sempre più criminale, a botte di conflitti militari che continuano senza tregua, nonostante le promesse di graduale dismissione (l’esempio più lampante è quello dell’Afghanistan, dove un iniziale ritiro sarebbe dovuto cominciare il primo maggio), ed anche a botte di sanzioni.

Nancy Pelosi

Sanzioni che cambiano spesso e volentieri motivazioni. Da ultimo, il caso Navalny per la Russia (cui si sono appena aggiunte nuove farneticanti accuse di ingerenza per il fresco voto presidenziale Usa, una sorta di Russiagate bis); e la vicenda degli uguri per la Cina. Tanto per farsi maestri di civiltà, proprio quegli americani che hanno seminato e continuano a seminare bombe & conflitti in mezzo mondo.

Ed oggi, in modo congiunto, Russia e Cina sottolineano: “Gli Stati Uniti stanno cercando di affidarsi alle alleanze politico-militari della guerra fredda per cercare di distruggere l’architettura legale internazionale”.

Intanto i vertici Usa si divertono a scherzare col fuoco. Dopo l’uscita da matto di Joe Biden che dà del killer a Putin, ora è la volta della portavoce dem, l’inossidabile Nancy Pelosi, che in collegamento con il sempre più globalizzato Fabio Fazio conferma: “Sì, è un criminale”.

Ma una visitina psichiatrica (oltre che geriatrica) per quei due non la prescrive nessuno?


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