Libera spieghi cosa non va nel curriculum di Magliocca

L’articolazione provinciale casertana dell’associazione “Libera” ha meritoriamente organizzato una manifestazione per ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata, coinvolgendo Autorità evidentemente ritenute tutte particolarmente significative per la lotta alla camorra: il prefetto Raffaele Ruberto, il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, e il presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, quest’ultimo pure sindaco di Pignataro Maggiore e coordinatore di Forza Italia in Terra di Lavoro. Naturalmente Giorgio Magliocca non si è lasciato sfuggire l’occasione per autoproclamarsi grande combattente dell’anticamorra, pubblicando su Facebook il seguente messaggio: “Oggi, nel primo giorno di primavera, insieme al Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto e al sindaco di Casal di Principe Renato Natale, sono nella Sala Consiliare della Provincia di Caserta con l’associazione Libera Contro le Mafie per celebrare la giornata dell’impegno e della memoria delle vittime della camorra. Una data simbolica, per associare il ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita per mano delle mafie ad un sentimento di rinascita, che deve necessariamente accompagnare tutti noi. Come Istituzioni siamo sempre in prima linea nella lotta e nel contrasto alla camorra che, soprattutto in un periodo delicato come la pandemia, fa di tutto per insinuarsi sempre più nel tessuto sociale del nostro territorio”.

Giorgio Magliocca. Sopra, una manifestazione di Libera

I referenti casertani dell’associazione “Libera” (presidente nazionale don Luigi Ciotti, presidente onorario il professor Nando Dalla Chiesa, grande stima per loro due, da parte nostra) non sembrano per nulla turbati dall’accidentato curriculum “anti-camorra” di Giorgio Magliocca, che da presidente della Provincia fa tra l’altro parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza con il prefetto, il questore e i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Il sindaco di Pignataro Maggiore, come è noto, risulta aver firmato in data 4 luglio 2019 un accordo di partenariato “per la legalità” e contro la camorra con un’associazione denominata “Gruppo sociale La Felicità” che risultava fare riferimento ad Angela Valente, moglie di Gaetano Lubrano. Quest’ultimo (figlio del defunto capomafia Vincenzo Lubrano) è stato condannato in primo grado con il fratello Giuseppe Lubrano (pregiudicato, già sottoposto a sorveglianza speciale) per violenza privata con l’aggravante camorristica ai danni del giornalista e scrittore Salvatore Minieri. Giuseppe e Gaetano Lubrano, inoltre, sono fratelli del defunto Raffaele Lubrano detto “Lello” (ucciso in un regolamento di conti dal “clan dei casalesi” il 14 novembre 2002), il boss mafioso con il quale Giorgio Magliocca, allora consigliere provinciale di An in carica, ebbe vari incontri alla vigilia delle elezioni amministrative di Pignataro Maggiore del 2002 in cui fu eletto sindaco per la prima volta. Arrestato l’11 marzo 2011 con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica, Giorgio Magliocca è stato assolto in via definitiva “perché il fatto non sussiste” e gli è stato riconosciuto un risarcimento per “ingiusta detenzione” di 90.000 Euro. Ma gli incontri di Giorgio Magliocca con il boss mafioso Lello Lubrano sono stati sempre confermati, in tutte le sedi, inoppugnabilmente. Tutti gli esponenti del consiglio direttivo del citato “Gruppo sociale La Felicità” risultavano essere amici o parenti della famiglia del capomafia (consuocero di Lorenzo Nuvoletta e alleato di ferro di Totò Riina) Vincenzo Lubrano, condannato all’ergastolo – con Pippo Calò – per l’omicidio Imposimato.
Gli ottimi rapporti di vari esponenti casertani di “Libera” con Giorgio Magliocca sono conosciuti. Ma il presidente nazionale, don Luigi Ciotti, e il presidente onorario, professor Nando Dalla Chiesa, siamo certi che vorranno spiegare ai suddetti esponenti locali della stimata associazione antimafia le ragioni per le quali i rapporti di “Libera” con Giorgio Magliocca (alla luce del suo accidentato curriculum “anti-camorra”) dovrebbero essere improntati –a nostro avviso – a una maggiore prudenza e a un minore entusiasmo.

Fonte:
comunicato comitato_anticamorra@tim.it

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