“Canten tucc lontan de Napoli se moeur. Ma po’ i vegnen chi a Milan”

Fuori di dubbio, la Lombardia e gran parte dell’Italia a Nord di Roma sono per loro merito, ma non solo, il motore della nostra economia, ma indossano anche la maglia nera degli ultimi in classifica in altri e non meno importanti ambiti. Il primo ha radici lontane. Risale all’imperfetta democrazia dell’Unità d’Italia, in partenza discriminante e di rapina in danno del Sud per una forma non eclatante, subdola, di secessionismo razzista. Storico errore. La pandemia in corso è ora rilevatrice di altre tare che, con poche eccezioni inquinano la fisionomia del Nord e lo escludono dal gradino più alto del podio che premia le complessive qualità delle ‘Italie’. Il Pd milanese s’è desto, in ritardo, ma per ora solo verbalmente, cioè in assenza di partecipazione collettiva alla requisitoria contro incapacità e totale inefficienza della regione governata dalla Lega, contro i reiterati effetti collaterali della corruzione dei suoi vertici. Esterna la segreteria metropolitana Dem: “Quanto ancora dobbiamo aspettare prima che Fontana, Moratti, Bertolaso, abbiano un sussulto di dignità e si facciano da parte?” Il Movimento 5Stelle: “Salvini e Fontana chiedano scusa ai lombardi”. I capi d’accusa racchiudono nella richiesta di espulsione dei leghisti le plurime malefatte di Fontana, indagato per truffa, tangentopoli lombarda e reati connessi, ma soprattutto l’inadeguatezza totale nel contrasto alla pandemia, che pagina dopo pagina del registro di nefandezze, racconta la tragedia nella tragedia della regione con un costante record di contagiati, infettati e deceduti vittime della pandemia, nel completo caos organizzativo culminato con il fallimento delle vaccinazioni provocato dal mancato recapito degli sms per le prenotazioni destinati a soggetti da sottoporre a vaccinazione e preceduto dal drammatico primato di vittime da Covid. Un caso limite: all’hub della Fiera di Cremona, per mancata convocazione, si sono presentate solo 58 persone. Le dosi a disposizione erano 600. In generale la Lombardia denuncia limiti da terzo mondo nella gestione della pandemia, e tolleranza incontrollata di assembramenti, mancato rispetto delle norme di sicurezza, deficit di assistenza sanitaria pubblica, per aver privilegiato il privato. Ora anche colpevoli ritardi nella vaccinazione di massa. Il motore inceppato della sanità lombarda è allora il lato ‘B’ di quello positivo dell’economia, ovvero il negativo di eccellenze che privilegiano il Nord per ragioni geopolitiche miopi, nel senso che dimezzano il potenziale dell’Italia possibile protagonista assoluta nel mondo per la sua sopraffina intelligenza produttiva e le eccellenze di cervelli competitivi a dimensione mondiale, tutte qualità non declinate con la miniera di risorse parzialmente esplorate e ottimizzate del Sud. Purtroppo, la discrasia trova minima ospitalità nella progettazione a media e lunga distanza dei governi, che si succedono in Italia e propongono pacchetti di intenzioni condivisibili, ma sempre disattese, a partire dalla mancata attenzione per la rivoluzione incompiuta dell’Unità di fatto del Paese, a più di 150 anni dalla sua proclamazione.


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