Il lato oscuro della globalità

Killer, è una delle mille parole importate inutilmente dall’inglese. Corrisponde pari, pari a ‘sicario’ e i dizionari lo definiscono “Assassino per conto di altri, ma anche autore di delitti a catena e persona senza scrupoli nel perseguire i propri scopi. L’irriverente Biden, informato dai servizi segreti degli attacchi informatici che haker russi di Stato hanno sferrato per sostenere la candidatura bis di Trump e screditare il concorrente democratico, è ‘sbottato’ in un poco istituzionale “Putin è un killer”. Il dittatore ha risposto per ora con larvate minacce di ritorsione e un ironico, non meno velenoso “Auguro a Biden la salute”. Chiamare ’killer’ Putin, questo il nodo della querelle, è un inciampo internazionale del presidente americano o la coraggiosa denuncia di quanto avviene come prosecuzione ereditaria della sanguinosa repressione stalinista? Il tema propone inquietanti quesiti. Il principale: i vincoli della globalizzazione impediscono alla democrazia di ‘tagliare i ponti’ con l’antidemocrazia, di escludere dai rapporti politici ed economici internazionali i Paesi dove allignano sovranismo, repressione delle libertà individuali e collettive, razzismo? Nella Russia di Putin, ma non solo nell’ex Unione Sovietica, il dissenso è stroncato con l’eliminazione fisica o il carcere. La violenza di regime racconta di giornalisti russi trucidati, di carcerazioni inflitte a migliaia di dissidenti, che contestato la dittatura di Putin, di Erdogan, dei ras egiziani: gli interessi economici mondiali impediscono di isolare le tirannie che inquinano i cinque continenti? Purtroppo sì e allora la ‘provocazione’ di Biden infrange in modo, certo clamoroso, l’omertà generale, che perpetua lo scandalo di forniture militari dei Paesi democratici a governi che le usano per scopi inqualificabili, l’indecente finzione di ignorare soprusi e delitti contro i diritti umani in cambio di allettanti commesse commerciali e industriali.

Il non sommesso invito al successore di Trump è di ottimizzare il mandato anche per legittimare il titolo di Paese leader della democrazia con la giustizia sociale che impone la parità di diritti tra bianchi e neri, poveri e ricchi. Possibile evitare il ricorso al vaccino russo ‘sputnik’? e lei, mister Biden, può esercitare la sua autorevolezza per ottenere che Pfizer, Moderna e Johnson, una volta compensato il costo della ricerca, consentano a tutto il mondo e specialmente ai Paesi poveri di produrre in autonomia e senza costi aggiuntivi i loro vaccini? La sconfitta della pandemia, tema universale senza confronti con il passato, è il test più probante di sempre per capire se l’umanità può intraprendere un percorso di solidarietà mondiale o tende a rinserrarsi nell’ egocentrismo dell’autarchia, che si drammatizza per i milioni di vittime di un virus senza confini, contrastato con diagnosi, terapie e antidoti in assenza di una regia globale.


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