IL RUOLO DI MCKINSEY / SI OCCUPA DELLE SLIDES

Tanto rumore per nulla. La classica tempesta in un bicchier d’acqua.

Fa il pompiere, getta ettolitri d’acqua sul fuoco delle polemiche il fedelissimo di Super Mario Draghi nel suo esecutivo, ossia Daniele Franco, l’ex big di Bankitalia che ora occupa la strategica poltrona di ministro dell’Economia.

Quale l’infuocata materia? Il caso McKinsey, ossia il ruolo che sta svolgendo la star americana delle consulenze per la preparazione del nostro Recovery Plan.

Nei primi giorni delle polemiche tutti hanno cercato di minimizzare. Si tratta di un piccolo incarico, hanno subito cercato di mettere una pezza a colori. Del resto il compenso è ridottissimo, appena 25 mila euro. Poi altri: tanti governi e tante grosse imprese private fanno ricorso alle consulenze di McKinsey. Anche il ministro Giovanni Tria se ne era servito.

Ma è fresca fresca la scoperta del secolo, degna di un Cristoforo Colombo in forma smagliante.

Il novello Colombo si chiama, appunto, Franco. Nomen omen: franco e sincero, un ministro che più trasparente non si può.

Basta leggere le sue ultime parole che pongono finalmente termine a quelle polemiche del tutto campate per aria e messe in giro da sciocchi giornalisti. Memorabili parole che ha pronunciato nel corso di un’audizione davanti alle commissioni parlamentari su ‘Next GenerationEu’.

Eccole. In base ad un precedente contratto, McKinsey si occupa di “produrre cronoprogrammi” e di “aspetti più editoriali che di sostanza”. Forse l’allestimento di un giornalino per il dopolavoro ministeriale?

Ma c’è qualcosa d’altro che bolle in pentola. In occasione di conferenze o meetings, McKinsey si interessa di “confezionare le slide”. Quelle immagini e quei grafici senza cui non esiste un convegno degno di questo nome.

Capito?

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