PFIZER / LO STROZZINAGGIO IN SUD AMERICA

Pfizer si comporta peggio di uno strozzino con i cittadini dei paesi sudamericani.

La clamorosa storia emerge da un’inchiesta condotta dall’organizzazione giornalistica internazionale ‘The Bureau of Investigative Journalism’ in collaborazione con l’organo di informazione peruviano ‘Ojo Publico’. In particolare, risulta che la multinazionale farmaceutica statunitense ha imposto condizioni illegali ai governi latinoamericani nel negoziato per l’acquisto dei vaccini contro il Covid-19.

Secondo l’ampio reportage, tra le incredibili richieste avanzate da Pzifer c’è addirittura quella di porre a garanzia i beni pubblici dei paesi, comprese ambasciate e basi militari, oltre alle riserve delle banche centrali. Tutto ciò, viene spiegato, come mezzo di salvaguardia da azioni legali dovute a possibili effetti collaterali in seguito all’inoculazione dei vaccini. In modo eufemistico, si parla di “intimidazioni di alto livello”.

Particolarmente eclatante il caso dell’Argentina. Qui Pfizer “ha chiesto sempre di più”, come osservano in ambienti governativi. Dalla richiesta di stipulare un’assicurazione internazionale contro possibili contenziosi, fino a quella che ha causato la rottura delle trattative: i vertici dell’azienda a stelle e strisce, infatti, hanno chiesto all’Argentina di mettere i suoi asset a garanzia, come gli immobili strategici e i fondi della Banca centrale. “Era un richiesta estrema – commenta un membro del governo guidato da Alberto Fernandez – l’avevo sentita solo quando si doveva negoziare il debito estero; perciò l’abbiamo respinta immediatamente”.

Duro anche il commento del ministro della Salute, Gines Garcia Gonzales: “Pfizer si è comportata molto male con l’Argentina”. E pensare che l’azienda ha addirittura utilizzato i cittadini argentini come cavie per sperimentare i suoi vaccini.

Non molto diverso il copione in Brasile. Al quale i vertici dell’azienda statunitense hanno chiesto non solo di impegnare i loro beni pubblici, ma anche di depositare una ingente somma di denaro in un contro bancario estero per creare un fondo di garanzia. Tali richieste sono state definite illegali dal ministero della Salute.

Ma nonostante tutto ciò, finora Pfizer è riuscita a vendere il suo vaccino a ben 9 paesi latinoamericani e caraibici: Cile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Messico, Panama, Uruguay e Perù: gli accordi, però, non sono stati ancora resi pubblici e quindi non si sa quali condizioni capestro siano state poste in essere.

Ma qualcosa trapela dal Perù. Il paese ha accettato che, in caso di controversie, un’altra giurisdizione possa dirimerle. Commenta l’avvocato peruviano Eduardo Iniguez: “Uno Stato, come regola generale, non si sottomette a un altro Stato che possa decidere la confisca dei suoi beni”. Figurarsi un’azienda farmaceutica, anche se di colossali dimensioni.


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