LOTTA AL COVID / ECCO l’ANAKINRA

Da settimane la ‘Voce’ cerca di fornire ai lettori notizie su farmaci che possono fronteggiare la pandemia, da utilizzare subito perché già disponibili in farmacia. In attesa delle liturgie vaccinali.

Oggi è la volta dell’Anakinra, l’antinfiammatorio che riduce la mortalità del Covid.

Lo attestato i risultati di una ricerca clinica pubblicata su Lancet Rheumatology e coordinata da due ricercatori dell’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Lorenzo Dagna e Giulio Cavalli.

Lo studio mette a confronto l’efficacia di due diversi tipi di antinfiammatori somministrati in pazienti con forme gravi di Covid: l’inibitore dell’Interleuchina IL-1, denominato ‘Anakinra’, e gli inibitori di IL-6 tocilizumab e sarilumab.

Stando ai risultati della ricerca, a differenza di questi ultimi due, solo anakinra ha prodotto una riduzione sostanziale della mortalità. Lo studio dimostra anche la necessità di intervenire in modo tempestivo, dal momento che i pazienti trattati subito (quando cioè gli indicatori dello stato infiammatorio erano più bassi) sono anche quelli che hanno avuto la prognosi migliore.

Spiega Dagna: “I tassi di mortalità del Covid 19 sono in buona parte associati all’emergere, nei pazienti con forme gravi della malattia, della cosiddetta sindrome da tempesta citochinica, uno stato super infiammatorio caratterizzato da una risposta immune eccessiva e dannosa. Fin dall’inizio si è ipotizzato che le citochine più coinvolte nel processo infiammatorio fossero IL-1 e IL-6. I primi tentativi di trattamento si erano concentrati sull’inibizione di IL-6, soprattutto attraverso la somministrazione di tocilizumab”.

Ma non avendo ricevuto adeguate risposte, il team di ricercatori ha battuto la strada dell’anakinra, un farmaco utilizzato abitualmente per l’artrite reumatoide e altre gravi patologie infiammatorie.

Guarda caso, proprio come l’idrossiclorochina (HCQ, in commercio con il nome di ‘Plaquenil’) fin dall’inizio della pandemia indicata dal ricercatore francese Didier Raoult come il farmaco essenziale per combattere subito, fin dai primissimi sintomi, il Covid, ma osteggiata da tutti. Tanto che la nostra Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne ha impedito l’uso, fino a quando non è intervenuta una salvifica ordinanza del Consiglio di Stato, a dicembre 2020, che ha sputtanato l’AIFA e ha dato disco verde all’idrossiclorochina, il cui uso da mesi veniva caldeggiato dalla gran parte dei medici di famiglia.

Osserva ancora Dagna: “L’obiettivo della ricerca clinica su Covid 19 è andare sempre di più verso una personalizzazione delle terapie: non solo rispetto alle diverse categorie dei pazienti, ma anche alle diverse fasi della malattia. Anakinra costituisce, se somministrata al momento giusto ai pazienti giusti, un ulteriore strumento per evitare le progressioni più pericolose dell’infezione da SARS-CoV-2”.

E aggiunge: “In questi giorni stiamo avviando uno studio randomizzato internazionale che ancor meglio sostanzierà l’efficacia e la sicurezza di questa molecola nei pazienti con Covid-19”.


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