GIALLO NAVALNYJ / IL VIDEO TAROCCATO CHE SPOPOLA

Avete letto probabilmente tutti, nei giorni scorsi, della faraonica “Reggia di Putin”, diventata in pochi giorni una delle 7 meraviglie del mondo, grazie ad un video che ha fatto registrare la cifra record di quasi 90 milioni di visualizzazioni.

Ebbene, si tratta di una delle più colossali fake news, la classica bufala che razzola nelle super praterie della disinformazione.

E chi sarà mai l’autore della fake megagalattica? Ma il Salvatore della Russia, il Messia venuto a mostrare il suo Verbo per cambiare il Mondo, o almeno la Russia.

Stiamo parlando dell’avvelenato speciale, al secolo Aleksej Navalnyj, che le sta studiando tutte per rompere le scatole al presidente russo, anche a costo di far volare tutti gli asini del mondo.

E l’ultima asinata colossale è proprio “la Reggia dello Zar”, una storia inventata di sana pianta.

Vediamo come.

Ufficialmente il lungo video (per la precisione si tratta di una ricostruzione in 3D) viene presentato come “realizzato dalla Fondazione anti-corruzione Aleksej Navalnji”.

A produrlo, in realtà, è una società californiana, specializzata in produzioni 3D, “The Black Forest Sudios”. E sono certo proprio neri, quegli studi, dove non si vede traccia di una notizia non taroccata e nei quali regna anche una crassa ignoranza.

Un servizio realizzato guarda caso in Germania, proprio la nazione che ha ospitato l’avvelenato (male) speciale, curato, coccolato e poi rispedito in patria.

Arkadij Rothenberg. Sopra, Aleksej Navalnyj

E chi ha diretto l’operazione “Black Studios”? La CIA, of course, sempre presente sugli scenari bollenti.

Partiamo dalla ciliegina sulla torta, per poi scendere nei dettagli.

Il proprietario della Reggia non è Zar Vladimir, ma Arkadij Rothenberg, un oligarca della prima ora, avendo rastrellato miliardi di rubli all’epoca delle famigerate privatizzazioni volute da Boris Eltsin, il “finto democratico” e autentico golpista che detronizzò l’uomo della glasnost e della perestrojka, Michail Gorbaciov.

Eccoci agli strafalcioni neanche degni di studenti al primo anno di giornalismo.

Lo stemma sulla cancellata del sontuoso palazzo non è quello della Russia. Ma del Montenegro. Entrambi gli stemmi raffigurano un’aquila ma c’è una differenza: in quello della Russia l’aquila ha sul petto un cavaliere d’argento; in quello montenegrino ha sul petto un leone d’oro. Come si spiega una svista tanto clamorosa?

Viene poi mostrata, nelle immagini, la sfarzosa biblioteca. Peccato non appartenga al numero uno russo, ma si tratti invece di immagini di repertorio della Biblioteca di Praga. Un montaggio facile facile.

Nel docu-j’accuse, poi, si parla di “acqua discoteca” e di “stanza del fango”. Stavolta si tratta di traduzioni che più maccheroniche non si può. Ossia il parlato, di tutta evidenza, non è stato neanche affidato alle cure di un esperto, ma ad un traduttore automatico, dall’inglese al russo. Tutto fa brodo.

Il video taroccato, però, circola e spopola per tutto il mondo, viene propagandato dai media occidentali, da noi ‘Repubblica’ ne fa un cult.

E il saltimbanco Navalnyj diventa per incanto il novello Messia…


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