GOLPE BIANCO / MATTEO RENZI SPARIGLIA PRO MARIO DRAGHI

Il 2 di briscola è riuscito far saltare il tavolo per spianare la strada al ‘Salvatore’.

Vince alla grande Matteo Renzi la singolar tenzone, il ‘Rottamatore’ magicamente trasformato in perfetto ‘Costruttore’, l’Illuminato che detesta le ‘Poltrone’.

D’un botto fa sparire l’odiato premier Giuseppe Conte, spacca i grillini (ormai ridotti a polvere di ex stelle), si riprende mezzo PD (al cui interno hanno lavorato per lui), ottiene la corona per Super Mario Draghi, da sempre caldeggiato.

Una strategia predisposta scientificamente a tavolino, un autentico ‘Golpe Bianco’ studiato mossa per mossa, tempo per tempo.

Il capo dello Stato Sergio Mattarella. In apertura Mario Draghi e Matteo Renzi

Partiamo dalla coda. Basta un dato cronologico per introdurci nel ‘meccanismo’ messo a punto, una perfetta bomba ad orologeria.

Come mai il sempre assonnato Sergio Mattarella dal letargo si desta e in pochi minuti fa il nome del Salvatore Draghi?

Ha doti di premonizione il Capo dello Stato?

E’ fornito di poteri paranormali, tali da consentirgli in tempo reale di far saltare fuori dal suo magico cilindro il nome d’un coniglio che di più illustre razza non si può?

 

 

 

 

UN COPIONE GIA’ VISTO

Troppo sicuri del fatto loro, Mattarella & Renzi, da rasentare quasi il ridicolo: neanche il tempo, per Mago Draghi, di farsi una doccia e indossare il vestito della festa prevista per poche ore dopo, ore 12 al Quirinale per un ottimo aperitivo.

Neanche troppa fantasia registica. Perché si tratta dello stesso copione, virgola più virgola meno, utilizzato nove anni fa, quando si trattò di ‘rottamare’ Silvio Berlusconi a botte di ‘spread’, scegliere il premier Mario Monti e dare il via alla saga dei premier mai voluti dai cittadini, perché mai scelti da un Parlamento degno di tal nome.

Ammettiamolo, però: un piccolo cambio nel copione c’è, è si chiama ‘covid’ (evocato da Matterella come causa base per non poter andare alle urne) che prende il posto dello ‘spread’.

Mario Monti

Il covid spaventa tutti, è vero: ma che ora diventi l’alibi per non andare al voto è una ridicola storiella che il capo dello Stato non avrebbe mai dovuto utilizzare, strumentalizzando in modo ben poco dignitoso la salute degli italiani.

Non vi vota più per le amministrative di primavera? Sospesa l’elezione dei prossimi sindaci in mezza Italia, comprese Roma e Napoli? La Calabria non avrà più un Governatore?

E poi, all’estero è vietato per tutti i cittadini andare alle urne? E come la mettiamo con mezza Europa? Non ha votato giorni fa il Portogallo?

Pezze a colori per evitare che gli italiani possano esprimere le loro volontà, tanto più in un momento delicato come questo: dove non esiste solo la paura per la pandemia, ma anche e soprattutto per la situazione economica disastrosa, con il crollo del Pil; e per la ancor più tragica situazione sociale, cittadini ormai ridotti alla stremo, senza il becco d’un quattrino, giovani senza più uno straccio di istruzione e privi d’ogni futuro (la percentuale di suicidi tra giovani e donne è in spaventoso aumento).

Ecco, quale ricetta magica mai potrà uscire dal cilindro di Mago Draghi?

 

THE “GREAT RESET” BY MARIO DRAGHI

Ve lo diciamo subito, perché il copione – arieccoci – è già pronto, caldo caldo come una sfogliatella. Lo hanno appena messo a punto in occasione dell’appuntamento annuale organizzato dal World Economic Forum, che ritualmente si tiene ogni inizio anno tra le nevi svizzere di Davos, in Svizzera. Stavolta il meeting che riunisce i potenti della Terra si è svolto in via telematica, a causa della pandemia.

Ma il risultato è lì, sotto gli occhi di tutti coloro i quali abbiano voglia di vedere. Stiamo parlando di un grande Piano che l’Occidente intende darsi per affrontare ‘la globalizzazione’ e tutti i cambiamenti che ‘consiglia’ la pandemia.

Il Forum Economico Mondiale

Nel breve volgere di poco tempo tutto dovrà cambiare, a cominciare dal mondo produttivo e del lavoro, che verrà drasticamente tagliato: in sostanza, si passerà man mano al telelavoro, molto meno pagato (un taglio del 50 per cento circa), senza più tutele e garanzie.

Si tratta del nuovo ordine mondiale che verrà assicurato da “The Great Reset” (questo il tema base al summit di Davos) di cui la Voce ha più volte scritto: potete leggere una sintesi del ‘Piano’ nel pezzo che trovate linkando in basso.

Ci torneremo nei prossimi giorni: visto che la ‘discesa’ di Super Mario sulla miserevole scena politica di casa nostra imprime una fortissima accelerazione al decollo di quel ‘Great Reset’ che calerà come una scure sulla testa di tutti i cittadini, ammazzando quei brandelli di democrazia (e dei diritti) rimasti sul campo, rendendo la nostra Costituzione vera e propria carta straccia.

Ed eccoci al regista del Golpe, Matteo Renzi.

 

QUEL GIALLO “ANTONVENETA

Al quale – guarda caso – avevamo dedicato una cover story (la potete trovare linkando sempre in basso) poco più di tre anni fa, a novembre 2016, titolata “Golpe Renzi”. Erano i tempi del referendum che intendeva fare a pezzi la nostra Costituzione – arieccoci – ma anche ai tempi di un’operazione del tutto opaca che riguardava il Monte dei Paschi di Siena.

E guarda caso, le storie targate MPS sono un crocevia d’incontro proprio tra Draghi e Renzi.

Sulla coscienza del primo, ossia il neo premier in pectore, pesa infatti come un macigno l’Ok dato ad una delle più scellerate operazioni nella storia del mondo bancario: l’acquisto di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi, operazione da 9 miliardi di euro.

E’ lì che nasce il crac MPS che si protrae fino ai giorni nostri (la Voce ne ha scritto alcuni giorni fa), costato continue iniezioni di danari pubblici da parte dello Stato, quindi di tutti i cittadini (quasi 20 miliardi di euro).

Il disco verde all’operazione venne dato da Draghi in persona, che non battè ciglio di fronte ad uno scempio del genere: un comportamento del tutto anomalo per un banchiere della sua caratura e della sua navigatissima esperienza! Potete trovare in basso il link anche di quella inchiesta della Voce.

Potevano mai, i Soloni del Great Reset, consentire le sceneggiate di casa nostra, a base di poltrone e poltroncine? Di beghe da cortile? Di compravendite di voti come neanche al mercato rionale delle vacche? Certo no. Siamo seri.

Tutti in riga, adesso, davanti al Generale Draghi. Tutti allineati per dar vita al Nuovo Ordine Mondiale, e per iniziare Europeo.

I soldi del Recovery, con un simile Garante, arriveranno su un piatto d’argento. Sta solo a vedere che fine faranno e per quali canali marceranno.

Abbiamo pensato bene di non annoiarvi con la ‘Draghi Story’, dal Britannia a Goldman Sachs e a Bilderberg, dal governo di Bankitalia a quello di BCE.

Su questi fronti, comunque, vi proponiamo altri link, tutti da leggere, per conservare la ‘memoria’.

E’ di 10 anni fa esatti l’uscita del libro “Bankster – Molto peggio di Al Capone i vampiri di Wall Street e piazza Affari”, scritto da Elio Lannutti, il fondatore di Adusbef e oggi senatore dei 5 Stelle, tra i più inferociti, of course, per la scelta operata da Mattarella. Nel volume c’era un capitolo dedicato alla Banca d’Italia, della quale all’epoca Draghi era il Governatore: significativo il titolo di quel capitolo, ‘Banda d’Italia’. Lannutti è autore di un altro volume che è bene leggere: “Morte dei Paschi di Siena”.

Poi, vi riproponiamo un’inchiesta della Voce uscita 14 anni fa, la cover story di gennaio 2006. Titolo “La stirpe del Draghi – La vera storia del Governatore di Bankitalia”.

 

P.S. Non entriamo per ora nella ridda del toto nomi in vista del nuovo esecutivo. Solo una modesta proposta al premier incaricato: perché non assegnare una poltrona di peso a Giorgia Meloni, destra dura e pura nonchè fresca d’ingresso nel think tank ‘ASPEN Institute Italia’ tanto caro ai big del Grande Reset? Due piccioni con una fava.

 

 

LEGGI L’INCHIESTA DELLA VOCE DI GENNAIO 2006

Inchiesta.GENNAIO 06

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGI IL CAPITOLO DI BANKSTER DEDICATO A MARIO DRAGHI

Bankster-capitolo Bankitalia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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