CINA / CROLLA L’IMPERO DI “HNA GROUP”

Segnali contrastanti dalla Cina. Mentre l’economia fa segnare i più alti tassi di incremento al mondo (in Asia è sopravanzata solo dal piccolo Vietnam), i colossi – spesso e volentieri dai piedi di argilla – man mano crollano.

Non si tratta solo dei segnali provenienti dalla galassia ALIBABA e dai rapporti non più idilliaci con il Potere del suo fondatore Jack Ma. Né dei grossi problemi che manifesta big SUNING, fra l’altro proprietaria dell’Inter perfino in difficoltà a pagare le ultime due mensilità ai calciatori.

Ora c’è ben altro. Meno di due anni fa il repentino collasso e poi il crac di ‘Anbang Insurance’, uno dei più grossi ‘conglomerati’ d’affari, capace di rastrellare per anni mega business in tutto il mondo. Improvvisamente, dalle autorità cinesi è arrivato lo stop per le operazioni estere, cui ha fatto subito seguito il sequestro di tutte le attività.

Jack Ma

Adesso è la volta di un’altra star – forse la più splendente e anche la più antica – nell’universo dei ‘conglomerati’. Si tratta di ‘HNA Group’ che dalle stelle è finita letteralmente nelle stalle, con un clamoroso fallimento appena deciso dalle sempre più inflessibili autorità gialle.

L’impero griffato HNA Group nasce 17 anni fa, nel 1993, ad Haikou, nella provincia di Hainan. Lo fonda Cheng Feng, che inizia il suo decollo imprenditorial-finanziario a bordo di una compagnia aerea, ‘Hainan Airlines’, intorno alla quale germoglia e si sviluppa un immenso Impero. Fatto di mattoni, di servizi e soprattutto di partecipazioni societarie sparse in tutti i settori e in tutto il mondo.

Solo tre anni fa l’Impero poteva contare su 410 mila dipendenti, e macinava montagne su montagne di profitti. Un forte contributo alla crescita, in tutti gli anni, è stato dato dalle banche (quelle banche contro le quali Jack Ma oggi protesta).

Ma non è mancata una grossa mano fornita dal magnate-filantropo George Soros: il quale da un lato ha sempre attaccato i vertici cinesi, bollandoli di ogni nefandezza; ma dall’altro ha sostenuto la crescita di non pochi gruppi in vena di scalate: proprio come è successo con HNA.

Nel momento del suo massino fulgore il gruppo creato da Chen Feng ha accumulato asset per 155 miliardi di dollari, ed in portafoglio la bellezza di 2.300 partecipazioni azionarie che contano. Da guinness dei primati.

L’inarrestabile declino comincia con le restrizioni che il governo ha posto da un paio d’anni a questa parte. Ed un anno fa, lo stesso governo ha costituito ad hoc una commissione statale incaricata proprio di ‘ristrutturare’ il debito di HNA Group.

Cheng Feng è stato estromesso da ogni carica, e siamo ai drastici provvedimenti di oggi, che in pratica fanno tabula rasa del fu colosso.

Dice una fredda nota diramata da HNA: “Il 29 gennaio 2012, HNA Group ha ricevuto una formale notifica dall’Alta Corte del Popolo di Hainan. Il principale contenuto di questa notifica è: un creditore ha presentato una richiesta di avvio di una procedura di riorganizzazione contro la nostra compagnia, sulla base che non possiamo pagare i debiti dovuti ai nostri creditori”.

Il comunicato prosegue: “HNA Group si atterrà alle istruzioni del tribunale in accordo alla legge, promuoverà attivamente lo smaltimento dei debiti, sosterrà la corte nella protezione dei diritti legali e degli interessi dei creditori, in accordo alla legge, e salvaguarderà il fatto che gli affari normali siano operativi con successo”.

Ecco a voi il crac alla cinese.


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