Oggi anche il ‘Fatto Quotidiano’

Si potrebbe obiettare: facile darsi ragione con il senno di poi, quando altri argomentano con acconce ‘pezze d’appoggio’ giudizi personali espressi con largo anticipo. Tutto vero e sarei tentato di glissare sulla meritata priorità nel decriptare la strategia politica, che ha ridotto il quotidiano ricco di 50 anni di contiguità con la sinistra a operare una brusca sterzata a destra, che a suo tempo e poi reiteratamente ho collocato nel rischio del potente sistema editoriale di Agnelli e soci, citato a ragione come portavoce della Confindustria. Ancora ieri, rivisitando le pagine del quotidiano, che fu creatura di Scalfari, è stato facile capire l’aria che tira dalle parti di Via Colombo, il senso nemmeno mascherato del commento sull’incarico affidato al Presidente della Camera di esplorare le chance di un Conte ter titolava in prima pagina. Il titolo: “Fico in cerca di un premier” fingeva di ignorare che è Conte il presidente indicato dall’ex maggioranza per il nuovo esecutivo (fatta eccezione per le furbe titubanze renziane). Ma è solo una di numerose conferme dell’ostilità alla maggioranza giallorossa, in sintonia con le posizioni esternate a più riprese da Bonomi, presidente di Confindustria, successore dello ‘scomodo’ democratico Boccia.

Avrei esagerato nel riflettere pubblicamente e con chiaro rammarico alla svolta editoriale in tandem tra le testate Repubblica e la Stampa, entrambe in orbita del mega gruppo editoriale Gedi-Fiat?  Il dubbio, fugato di giorno in giorno dalla loro tenace aggressione alla maggioranza, dagli spazi riservati al ‘sabotaggio’ della ‘quinta colonna’ Renzi, da toni e argomentazioni inequivocabili delle firme politiche dei quotidiani in questione, dalle rituali e sempre più frequenti comparsate televisive dei due direttori, hanno fugato ogni dubbio sulla correttezza critica nei loro confronti e sul drammatico monolitismo dell’informazione, completamente sbilanciato a destra. Ho ipotizzato che non fosse fantagiornalismo sperare in un severo giudizio collettivo degli storici lettori di Repubblica e di conseguenza in un calo di consensi. Ho sospettato della ‘prodigalità’ del giornale nello sfornare a ritmo sostenuto libri e libretti in omaggio, come a voler compensare cali di vendita.

Questa mattina ho rivalutato il convincimento di non aver affatto ecceduto nel denunciare pubblicamente il pericoloso supporto dei due quotidiani al dominio già esorbitante del sistema informativo della destra. La prima pagina del ‘Fatto Quotidiano’ con un esempio di felice sintesi, che definisce l’efficacia del messaggio giornalistico, apre il giornale con un titolo che potrebbe sovrastare gli stralci di tanti articoli pubblicati sul tema nel mio profilo Facebook. Eccolo: “Confindustria e Rep: chi vuole Conte fuori” (Rep sta per Repubblica, ndr). La foto a corredo di questa nota riproduce il titolo di apertura di oggi del ‘Fatto Quotidiano’

Sconcerta che l’ultimo capitolo di una storia scritta più di sessant’anni fa da Gramsci, nobilitata da Berlinguer, svilita da Renzi e faticosamente rimessa in piedi dal Pd di questa stagione impossibile. se ne stia inerte a subire il fuoco incrociato di stampa e televisioni antagoniste, che non sacrifichi parte delle risorse del partito per far rinascere un polo di sinistra dell’informazione: nel  vasto pianeta della comunicazione ci sarebbe solo da selezionare le migliori professionalità di sinistra, che vivono la contraddizione di pensare e scrivere per testate di cui condividono niente.


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