RUSSIA / UN GRADUALE RITORNO ALLA NORMALITA’

Mentre il mondo occidentale viaggia a tutto lockdown, ammazzando economia, vita sociale e quel che resta della salute (visti i macroscopici incrementi dei decessi per altre patologie, da quelle cardiache fino ai suicidi), in Russia si volta pagina.

Per niente turbato dalle sceneggiate del clown Alexei Navalny, il presidente russo Vladimir Putin annuncia il ritorno alla normalità.

Ecco le sue parole, pronunciate il 26 gennaio: “In Russia la situazione con il coronavirus si sta stabilizzando, le restrizioni imposte in relazione alla pandemia possono essere gradualmente eliminate. La situazione epidemiologica del Paese si va stabilizzando. Il numero di persone infetta sta progressivamente diminuendo. Ciò consente di rimuovere con attenzione le restrizioni imposte”.

Scrive il reporter russo Boris Karpov: “Attualmente nella maggior parte delle regioni della Federazione Russa ci sono già pochissime restrizioni dalla scorsa estate, rispetto ai paesi occidentali: tutti i servizi e i negozi funzionano. Le uniche limitazioni sono l’obbligo, molto teorico, della mascherina nei trasporti e nei negozi e la limitazione al 50 per cento del tasso di occupazione di cinema, teatri, musei. Inoltre, la popolazione per la maggior parte segue poco le istruzioni stupide: la mascherina viene indossata raramente, o sotto il mento. Quanto al distanziamento sociale, basta vedere le ultime foto scattate pochi giorni fa alla metropolitana di Mosca”. Una folla quasi natalizia.

Il sindaco della capitale russa, un avversario politico di Putin, è contrario a tutto ciò: vuole anzi rafforzare quelle misure.

A metà gennaio è stato Putin in persona ad ordinare al sindaco moscovita di sospendere “l’educazione a distanza” introdotta a metà ottobre.

Braccio di ferro in vista?

 

 

nella foto Alexei Navalny


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