VACCINI / FETI SQUARTATI VIVI PER ESTRARNE CELLULE E TESSUTI

Feti estratti con il cesareo e squartati quando sono ancora a cuore battente e, quindi, in uno stato in cui sono capaci di provare dolore.

Il tutto per fornire cellule e tessuti alla ricerca scientifica, compresa quella che produce le linee cellulari ‘immortalizzate’ usate per produrre i vaccini.

E’ la tragica diagnosi stilata da una ricercatrice statunitense, Pamela Acker, intervistata dal giornalista di Lifesitenews, John Henry Westen.

Acker è autrice di un libro che sta scuotendo l’America, “Vaccine: a Catholic Perspective”.

Pamela Acker

Un pesantissimo j’accuse per le autorità (sic) scientifiche (e politiche) a stelle e strisce. Perché in primo luogo sfata il mito degli aborti spontanei usati per la produzione di linee cellulari, in particolare la HEK-293, utilizzata nel caso dei due vaccini Covid attualmente in circolazione, Pzifer BioNTech e Moderna.

Così commenta il sito Renovatio 21: “C’è alla base del processo una vera e propria pianificazione della predazione dei tessuti del bambino ammazzato: ‘deve essere un bambino abortito dove sapevano che quei tessuti sarebbero stati usati per la ricerca, così possono ottenerli in una finestra tra i 5 e i 60 minuti, preferibilmente nei primi 5 minuti, al fine della conservazione di quei tessuti”.

Racconta Westen: “Si tratta di capire che l’aborto spontaneo non è ‘logisticamente’ né scientificamente e quindi economicamente valido per un’estrazione di cellule buone per lo sviluppo di linee immortalizzate”.

Prosegue: “Negli aborti spontanei il bambino muore molto prima che il tessuto sia rimosso dal corpo della madre; quell’aborto non sarebbe per nulla utilizzabile per iniziare una linea cellulare. Non ci sarebbe alcun modo di ottenere una linea cellulare viva da un tessuto morto”.

Quindi, di tutta evidenza, si deve trattare di aborti volontari, i soli che possono venire in aiuto dei ricercatori a caccia di cellule utilizzabile per i vaccini.

Continua Westen: “C’è lo scandalo delle parti del bambino, quando ricercatori universitari chiedono alle madri: ‘Oh, stiamo cercando un rene o un braccio, o qualsiasi cosa può aiutarci a fare degli esperimenti. Visto che tu comunque vuoi abortire, puoi aiutarci?”.

E aggiunge: “Certe volte i ricercatori chiedono anche di aspettare (ad abortire, ndr) un po’ di più, così il feto è ancora più sviluppato. E così il laboratorio ha un campione migliore”.

Continua Westen: “Questo è accaduto anche con i vaccini. Non erano solo aborti pianificati. Erano aborti ed estrazione di tessuto fetale pianificato, da fare in cinque minuti”.

Rincara la dose Acker: “Io dico che è perfino peggio di così. E’ persino molto più esplicitamente violento di quanto ho descritto. Perché in molti casi, essendo fatto apposta per scopi scientifici, tirano fuori i bambini con il taglio cesareo, i bambini che sono ancora vivi quando i ricercatori iniziano ad estrarre i tessuti, al punto che il cuore ancora batte e generalmente non viene dato loro alcun anestetico, perché ciò danneggerebbe le cellule che i ricercatori stanno cercando di estrarre”.

Da veri e propri laboratori nazisti.

E, andando più indietro nel tempo, ai sacrifici umani degli Aztechi.

Scrive Renovatio 21: “La dottoressa Acker ricorda un paragone che tante volte qui, su Renovatio 21, abbiamo fatto, e che il lettore può vedere ben rappresentato nel film del grande cineasta Mel Gibson, ‘Apocalypto’: ‘Il mio parroco ha appena fatto un’omelia paragonandolo a ciò che facevano gli aztechi. Gli aztechi, quando consacravano i loro templi, letteralmente strappavano il cuore battente delle vittime assassinate in cima al tempio, e gettavano i loro corpi a lato”.

Durissimo il commento di Renovatio 21: “Morire per la Scienza dei vaccini (e i denari della farmaceutica) o morire per un dio crudele che chiede ecatombi per far rinascere il sole, ma che differenza fa?”.

Proprio nessuna.


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