VACCINI / UNA FOLLIA INOCULARE RNA IN INDIVIDUI SANI

“E’ una follia inoculare un vaccino con RNA in un individuo sano”.

E’ la diagnosi che non lascia scampo a dubbi quella stilata da Alexandra Henrion-Caude, una delle ricercatrici transalpine più accreditate, a capo dell’Unità di Ricerca genetica ed epigenetica all’Istituto francese di ricerca sanitaria e di medicina.

E’ così esperta in materia di RNA da aver fondato una rivista dedicata unicamente a questo delicatissimo tema.

Parole di fuoco, le sue, pronunciate ai microfoni dell’emittente TV Libertàs. Che puntano dritto sui vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna, basati proprio sull’uso della tecnica dell’RNA.

Ecco i passaggi salienti della sua intervista.

Alexandra Henrion-Caude

“Lavoro in questo campo da dodici anni. Sono una vera appassionata dell’RNA, sono convinta del suo potere di fare tantissime cose”.

Non sono contraria né ai vaccini né all’RNA. Proprio perché conosco l’RNA e il suo potenziale, dico che è una pura follia somministrarlo in individui sani. E’ del tutto inconcepibile”.

“Tenuto conto della versatilità della molecola RNA, della sua capacità di interagire con una moltitudine di molecole, della capacità di dividersi in mille sequenza, è capace di produrre una serie di conseguenze sull’organismo”.

“Per cui pensare di utilizzarlo su individui sani è pura follia”.

“Tra l’altro avevamo cercato nelle terapie VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare) di utilizzare l’RNA e non ci siamo ancora riusciti”.

“Quindi, se non ci riusciamo sui malati, farlo su una popolazione sana mi sembra una follia”.

Non si tratta di una follia in assoluto, ma lo è allo stato attuale, dopo dieci anni di ricerche e di sperimentazioni”.

Chiaro?


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