NUCLEARE / SOGIN PREVEDE 16 ANNI AL SUPER DEPOSITO

Siamo ad una svolta nella trentennale sceneggiata che vede come protagonisti i rifiuti super tossici e radioattivi di casa nostra.

Con due direttori d’orchestra che nei decenni hanno gareggiato per il primato in negativo. I governi italiani che si sono succeduti negli anni, incapaci di decidere; e la SOGIN, il carrozzone di Stato rimasto a guardare strapagato con i soldi degli italiani.

Ora c’è la mappa dei ‘possibili’ 65 siti dove localizzare il Deposito Nazionale di tutte le scorie radioattive.

Ma val la pena di rammentare agli italiani, in poche battute, cosa hanno dovuto sborsare fino ad oggi per “niente”.

SOGIN, infatti, sta per compiere vent’anni, tenuta a battesimo nel 2001. E’ costata agli italiani la bellezza di 350-400 milioni l’anno, per pagare il personale che s’è girato i pollici per tutto il tempo. Dando solo una sbirciatina a che le centrali nucleari ormai dismesse non dovessero all’improvviso destarsi dal letargo e sovrintendendo a qualche lavoretto. Come ad esempio la solo parziale riduzione della ‘torre’ alla centrale nucleare del Garigliano: roba che in Giappone fanno in poche settimane, da noi in anni.

E nel frattempo, altre montagne di euro per smaltire le scorie, mete preferite Gran Bretagna e Francia.

Adesso – udite udite – la gran novità. SOGIN ha infatti appena pubblicato una lista di 65 località nelle quali, in linea teorica, è possibile ubicare il Deposito Nazionale. Ma subito, of course, apriti cielo, perché sia Comuni che Regioni si sono subito ribellati.

Parte quindi una consultazione quinquennale, con le solite conferenze di servizio che devono valutare la patata bollente.

La decisione finale è prevista tra cinque anni, nel 2025. Poi l’avvio dei lavori, che dovrebbero (il condizionale è ovviamente d’obbligo) altri quattro anni.

Comunque, per arrivare al decommissioning finale (ossia lo smantellamento delle centrali e delle scorie) ci vorranno almeno 15 anni. La dead line, infatti, è stata programmata dai Soloni di SOGIN per il 2036. Intanto, Pantalone – cioè i cittadini italiani – continueranno a riempire di soldi il carrozzone.

Qualche dettaglio sul Deposito. Dovrà contenere quasi 80 mila metri cubi di rifiuti a media e bassa intensità radioattiva, ma anche 18 mila ad alta intensità. Verrà realizzato su una superficie totale di 150 ettari, di cui 110 per l’impianto vero e proprio e 40 per il cosiddetto ‘parco tecnologico’.

Un Deposito molto articolato, con una struttura a ‘matrioska’: 90 costruzioni una dentro l’altra, realizzate in calcestruzzo armato e giganteschi contenitori sempre in calcestruzzo speciale per contenere le scorie a più alta intensità.


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