Il diario dei perché

Perché, perché, perché: spieghi il sistema sanitario italiano il perché di un milione di vaccinati israeliani in tredici giorni e l’indecente somministrazione in Italia di sole 35mila dosi sulle 470mila arrivate; il perché di un milione di vaccini inviati a Israele (che ha nove milioni di abitanti) e della metà ricevuti dall’Italia (che ha sessanta milioni di abitanti). Perché molti medici (una loro frase è “Il Covid? Una farsa”), che piangono la morte di tanti colleghi impegnati nell’assistenza ai malati di Covid, rifiutano di immunizzarsi con il vaccino e nessuno li obbliga, con rischio di diffondere il contagio? Perché la decisione anarchica del direttore generale della Asl 1 di Napoli, che rifiuta le vaccinazioni prioritarie agli operatori più esposti al rischio di contrarre il virus? E di conseguenza perché la trasgressione al metodo alfabetico per il governatore De Luca?  Un altro perché, secondario fino a un certo punto: perché nessuno ha vigilato perché a Osimhen, giocatore africano del Napoli, finalmente guarito dall’infortunio alla spalla, si impedisse di fare baldoria a stretto contatto con una ressa di connazionali africani, tutti senza mascherina, che gli hanno trasmesso il Covid?

Di perché in perché: qualcuno addentro alle segrete cose del potente Gruppo editoriale Gedi ci dica se è vero che ‘Repubblica’ va a braccetto con Italia Viva di Renzi nel sostenere il progetto di un nuovo soggetto politico di ispirazione post Dc, con dentro il variegato pianeta della moderazione centrista e di uomini della Lega come il veneto Zaia. All’ipotesi sembrano concorrere anche i dialoghi delle vignette di Elle Kappa pubblicate dal quotidiano ora diretto da Molinari: “Il 2021 già a rischio crisi” / “Sembra che febbraio abbia problemi di visibilità”.  Come giustificare altrimenti la campagna quotidiana che punta a sfasciare l’esecutivo in carica e a disarcionare il suo primo ministro?

Idea. Commissionare una trasferta giapponese al mister X della migliore e più spregiudicata agenzi investigativa, per accertare se nel Paese delle geishe e dei samurai gli scienziati locali hanno sperimentato in vivo la scoperta israeliana sulla possibilità di tornare indietro nel tempo, ovvero di arretrare di 15 anni rispetto all’età anagrafica, grazie a cicli di ossigenoterapia. A sollecitare la legittima curiosità è il caso di Kane Tanaka, la ‘giovincella’ giapponese, che il Guiness dei primati cita per i suoi 118 anni di età festeggiati in piena salute, come donna più longeva del mondo, decana dell’umanità. Kane è nata il 2 gennaio del 1903 nel villaggio di Kazuki e nel corso della lunga vita ha visitato gli Stati Uniti, anche l’Italia. Per non annoiarsi gioca a Othello e compie brevi passeggiate per allenarsi a svolgere il ruolo di tedofora alle prossime olimpiadi. I suoi record: ha oltrepassato indenne le pandemie della ‘spagnola’, della ‘sars’, ora del Covid-19, due guerre mondiali, gli effetti dell’atomica sganciata su Nagasaki, un tumore del colon all’età di 103 anni.  Altro che Batwoman!

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