CINA / TRE TITOLI AZIONARI BLOCCATI A WALL STREET

Forse si tratta degli ultimi segnali di guerra dagli Stati Uniti contro la Cina. I residui dei contenziosi trumpiani, culminati con il boicottaggio di Huawei e TikTok.

Per inizio anno, infatti, è previsto il ‘delisting’, a Wall Street, di tre importanti società cinesi impegnati nel settore delle telecomunicazioni. Si tratta di ‘Cina Mobile Communication’, di ‘China Telecom Corporation’ e ‘China Unicom Limited’, che sono quotate anche alla Borsa di Hong Kong.

Tra il 7 e l’11 gennaio 2021, infatti, spariranno dai listini di Wall Street, dove fino ad oggi avevano movimentato capitali sotto le vesti di ‘ADR’, gli ‘American Depositary Shares’, ossia titoli concessi a società estere che vogliono sbarcare alla Borsa a stelle e strisce.

Tutto ciò accade come conseguenza del decreto approvato dall’amministrazione Trump il 12 novembre 2020, nel quale viene sottolineato che “la Cina sta aumentando le dimensioni del suo complesso industriale-militare, convincendo la società civile cinese a sostenere le sue attività militari e di intelligence”.

Così continua il decreto Trump di fine anno: “Allo stesso tempo, queste società stanno raccogliendo capitali vendendo azioni agli investitori americani per far funzionare lo sviluppo e la modernizzazione del suo complesso militare”.

Di conseguenza, “si vieta, a partire dall’11 gennaio, qualsiasi transazione in titoli quotati, o prodotti derivati da tali titoli, o che siano stati concepiti per fornire un’esposizione finanziaria a tali titoli”.

Quale sarà lo scenario 2021 che il neo capo della Casa Bianca, Joe Biden, intende costruire nei rapporti con il colosso giallo?

Potrà tornare utile, nel caso di una proficua collaborazione, l’apporto di ‘esperienze e conoscenze’ maturate dal figlio del presidente, Hunter Biden, nel corso dei suoi non proprio trasparenti affari made in China, oltre che in Ucraina?


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