STATI UNITI / LE PROSSIME WARS A BASE DI CYBER-SOLDAT

Con un chip piazzato nel cervello i militari americani potranno essere più forti e più aggressivi, non sentire la stanchezza o la sofferenza, capirsi tra di loro senza parlare, essere telecomandati con efficacia.

Queste e altre ‘meraviglie’ sono al centro degli incredibili studi portati avanti, negli Stati Uniti, dall’US Army Research Office. I cui primi esiti fanno letteralmente venire i brividi.

Il sito di controinformazione “Sputnik” ha realizzato un ampio reportage, del quale di seguito riportiamo i passaggi salienti.

“Gli scienziati si stanno avvicinando alla decifrazione completa dei segnali cerebrali e stanno rivoluzionando il comparto bellico. Ma questo non è l’unico programma del Pentagono volto a ‘migliorare’ i soldati con l’aiuto delle nuove tecnologie”.

“Di recente gli scienziati americani tramite appositi algoritmi matematici sono riusciti a distinguere i segnali cerebrali preposti all’azione da quelli che invece influiscono sul comportamento umano”.

Spiega il responsabile del programma, Hamid Krim: “Il cervello comincia a trasmettere segnali di stress o stanchezza molto prima che il soggetto capisca di essere stressato o stanco. Questa nuova tecnologia comunica in anticipo al soldato quando è tempo che riposi, mangi o si calmi. Inoltre, in combattimento non è sempre chiaro dove è finito precisamente un proiettile, ma il cervello del soldato lo sa bene. Se fosse possibile estrarre i relativi segnali e inviarli a un apposito computer portatile, si riuscirebbe subito ad identificare la presenza di eventuali ferite. In sostanza, una tecnologia del genere ha innumerevoli applicazioni”.

 

Spiega ancora il ricercatore. “Ipotizziamo di trovarci in combattimento con un nostro commilitone. Abbiamo bisogno di discutere dei prossimi passi, ma non possiamo parlare. Enuncio il mio pensiero a mente, il mio computer, comunicatore o smartphone portatile lo registra e lo trasmette al dispositivo elettronico del mio compagno d’armi. Il dispositivo, a sua volta, trasferisce il mio messaggio direttamente nel cervello dell’altro soldato. Così ci siamo capiti a vicenda senza dover produrre alcun suono”.

Anche il Dipartimento della Difesa Usa per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare (DARPA), ama ‘scavare’ nella testa dei soldati. Un anno fa ha ottenuto 65 milioni di dollari per un programma finalizzato alla creazione di un’interfaccia ‘uomo computer’ che prevedeva l’installazione di un apposito dispositivo nel cranio del militare (come del resto potrà essere fatto con un ‘civile’). Secondo il progetto, il chip stimolerà diverse aree cerebrali al fine di incrementare le abilità del soldato.

L’obiettivo del progetto – precisa DARPA – è “elaborare un sistema impiantabile in grado di garantire un preciso collegamento tra cervello e mondo digitale”.

Dettaglia Sputnik: “Oltre che mediante l’intromissione diretta nell’attività del sistema nervoso, il Pentagono intende incrementare l’efficacia dei soldati anche utilizzando dei farmaci. A febbraio 2018 il Comando dell’esercito Usa ha pubblicato sul sito degli appalti pubblici il bando di una gara insolita: studiare il modo in cui i farmaci steroidi incidono sulle capacità dei soldati in combattimento. La denominazione ufficiale del progetto è “Optimizing Performance for Soldiers: Androgen Therapy for Biomedical Performance Enhancement”. Il committente ha proposto ai soggetti interessati di condurre studi clinici sull’effetto che le iniezioni di testosterone hanno sulla corporatura, la massa muscolare, il fabbisogno proteico e la capacità di pensiero del soggetto in condizioni di elevato stress fisico e di stress prolungato”.

Secondo lo studio, il testosterone nell’organismo dei soldati dell’esercito a stelle e strisce in presenza di stress massimo tocca livelli prossimo allo zero, mentre la quantità di calorie bruciate al giorno supera le 6.000. I ricercatori ritengono che le iniezioni di steroidi possano prevenire i processi catabolici, ridurre la stanchezza e migliorare la tonicità corporea.

Da tener presente che le inoculazioni di testosterone non sono affatto innocue. Una overdose può produrre un sensibile aumento dell’aggressività, ginecomastia, sbalzi ormonali, patologie cutanee.


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