COVID 19 / NASCE LA “NATO DEI VACCINI”

La Nuova Guerra Fredda innescata dalla pandemia.

Stiamo assistendo alla formazione di una “Nato per la vaccinazione” nella quale potranno circolare liberamente solo alcuni tipi di vaccini di produzione americana o europea. Banditi quelli russi o cinesi.

Lo sostiene Notis Marias, ex parlamentare europeo e attualmente leader del partito “Grecia-Seconda Svolta”, nonché docente di “Assetti istituzionali della UE” all’Università di Creta.

A suo parere, l’artificio per consentire una tale strategia si trova proprio tra le maglie delle direttive comunitarie.

Sostiene Marias: “Oltre ai vaccini corona convenzionali (non genetici), come il vaccino russo, la Commissione europea sta attualmente sviluppando un nuovo vaccino basato sull’RNA delle informazioni. Questo prodotto è essenzialmente un RNA artificiale sintetico del virus corona”.

Marias sottolinea la necessità di porre fine all’esclusione dei vaccini per motivi politici. “Gli approcci unilaterali – afferma – dovrebbero essere interrotti quando si scelgono i vaccini contro il virus corona e l’esclusione del vaccino dovrebbe essere interrotta per motivi politici. Il vaccino contro il covid 19 ha acquisito un’enorme dimensione geopolitica che influisce sugli equilibri di potere internazionali. Oltre alla NATO militare ed economica, l’Occidente sta ora cercando di formare una ‘Vaccination Alliance’, uno spazio in cui circoleranno liberamente solo alcuni vaccini di origine americana ed europea, con la simultanea esclusione di vaccini russi e cinesi”.

A suo avviso, ciò trova conferma nel comunicato della Commissione Europea, in cui si afferma che “il governo ungherese ha il diritto di approvare l’uso del vaccino russo Sputnik V, che però non può essere venduto in altri paesi UE”.


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