C’è anche la ‘pandemia’ delle incertezze

La pandemia nel mondo: 56 milioni di positivi al Covid, 1 milione e 300mila decessi. Usa 11milioni positivi, 250mila decessi. Italia, ultimi dati: oltre 34mila nuovi casi, e poco più di 750 i decessi.

Vaccino: quando? Risposte vaghe e contrastanti. Chi? Personale sanitario, categorie a rischio, anziani? sì/no). Efficacia dichiarata Pfizer: 95% (vero?). Obbligo di vaccinazione? Si vedrà. Dosi prenotate dall’Italia 1milione e mezzo / 3 milioni?  Vaccini presi in considerazione di produttori americani o comunque occidentali, non il cinese Corona Vac, ritenuto efficace e sicuro: un milione le dosi già somministrate, risposta immunitaria immediata e valida per tre anni. In corso la terza fase di sperimentazione in Brasile, Emirati Arabi Uniti, Argentina, Perù, Egitto e Giordania. Nessuno dei vaccinati che hanno viaggiato in 150 Paesi del mondo ha contratto il Covid. In Cina sperimentazione di altri tre vaccini.

Che ne pensa il virologo Crisanti: “Il vaccino a gennaio? Io non lo farei. Ci vogliono da 5 a 8 anni per produrre uno. Vorrei essere sicuro che queello adottato sia stato opportunamente testato, che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia”.

Insomma, è caos mondiale.

Uno, mille Brad Pitt, George Clooney, Jeff Bezos (Amazon), Bloomberg (ex sindaco di New York), Bill Gates (Microsoft), Zuckenberg (Facebook) Omidyar (e Bay), Ortega (Zara), i fondatori di Twitter, WhatsApp, Oracle, e tra i più generosi il cinese Jack Ma (impero Alibaba di 500 miliardi di dollari) che si è ritirato per dedicarsi alla beneficenza. Con mille come loro il mondo riscatterebbe egoismi, autarchie, dittature dei ricchi sulla pelle dei poveri, milioni di vite stroncate dalla fame dalle malattie, dalle guerre, da violenze e discriminazioni etniche.

Brad Pitt, benefattore accreditato di generosità, si è speso senza risparmio nel charity day, giornata dedicata a consegnare generi di prima necessità alle famiglie bisognose di Los Angeles colpite dalla pandemia. È stato alla guida di un grosso camion in giro nella South Central di Los Angeles, per aiutare un gruppo di volontari a distribuire scatole di generi alimentari. Lo ha fatto in anonimato, irriconoscibile. Jeans, occhialoni scuri, cappello, mascherina. Ammirevole anche l’altrettanto famoso Sean Penn, attore e regista. Nello stesso quartiere di Pitt della città del cinema, con la sua organizzazione, consente a chiunque lo chieda di effettuare gratis il tampone per il Covid. Con un balzo di molte migliaia di chilometri, il racconto di Napoli e dei napoletani. Dopo l’invenzione solidale di ‘caffè e pizza sospesi’, del paniere calato dalle finestre dei vicoli per lasciare o prendere cibo (con  l’avviso “se hai bisogno prendi, se puoi dai”) hanno surrogato le carenze del sistema sanitario e il costo degli accertamenti del contagio, impossibile per le categorie più disagiate. Un gruppo di volontari (medici, infermieri) ha impiantato un centro tamponi, a costi minimi (o gratuiti per i poveri), nella chiesa di un quartiere popolare.

Sconfitta legale dopo sconfitta (sui voti ricontati della Georgia la verifica c di assoluta regolarità), Trump conferma che il ricorso a menzogne sull’attendibilità del voto per la presidenza è un ‘mezzuccio’ da quattro soldi nel tentativo di sottrarsi al processo per frode ed evasione fiscale sui cui indaga la procura di New York. Il tycoon evidentemente teme di finire come Al Capone, che sfuggito a lungo alla giustizia, finì in carcere proprio per il reato di evasione fiscale.


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