PFIZER / IL CEO-VETERINARIO VA SUBITO ALL’INCASSO

Boom Pfizer, il CEO va subito all’incasso e in un baleno guadagna 5 milioni 600 mila dollari, vendendo un po’ di azioni della sua società.

Intanto, va in sceneggiata il tema bollente sull’efficacia del vaccino: cosa significa quel 90 per cento annunciato dalla stessa Pfizer?

Partiamo da quest’ultima notizia.

Il colosso di Big Pharma, Pfizer, annuncia al mondo intero il lancio del suo vaccino maximo. Le Borse s’infiammano, Wall Street sembra Fuorigrotta dopo lo scudetto di Maradona.

Poi la precisazione: la sua efficacia è del 90 per cento.

Cosa vuol dire? Che per 9 casi su 10 elimina il rischio coronavirus e in 1 caso non funziona? O che in quel caso può provocare effetti collaterali, anche pesanti, come sovente capita dopo l’assunzione di un vaccino?

A questo punto sorge un interrogativo alto come un grattacielo.

Come è possibile che l’Europa abbia deciso di ordinare il 12 novembre 300 milioni di dosi del vaccino, come ha appena dichiarato il commissario UE Ursula von der Leyen?

E sorge un altro interrogativo. Cosa se ne fa, a questo punto, l’Italia dell’accordo sottoscritto a luglio dal ministro della Salute Roberto Speranza per un acquisto di vaccini dall’altra star di Big Pharma, la britannica AstraZeneca, un acquisto da 400 milioni di euro?

Come stanno in piedi insieme le due cose? In che modo si conciliano?

Passiamo alla Russia di Vladimir Putin, che l’11 agosto annuncia la registrazione del suo vaccino Sputnik e ne deposita il brevetto presso l’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Vladimir Putin. In apertura Albert Bourla

L’11 novembre veniamo a sapere che l’efficacia di Sputnik è pari al 92 per cento. Lo comunicano il National Research Center for Epidemiology and Microbiology ‘Gamaley Center’ e il Russian Direct Investment Fund.

Sorgono alcuni altri interrogativi. Hanno utilizzato, i russi, gli stessi parametri di Pfizer, per ‘valutare’ l’efficacia del vaccino?

Se sì, a questo punto, come mai scegliere un vaccino che presenta un’efficacia minore, se pur di soli 2 punti percentuali?

E il domandone finale: possibile che a contare sia solo la “corsa” al primato per il vaccino e alle miliardate di ordini, e non l’efficacia (quella vera) del vaccino, la sua qualità, i suoi “non effetti” collaterali.

Insomma, che alla resa dei conti sia collocata in prima e sola fila la salute e la salvaguardia di tutti i cittadini, e non la montagna di dollari & euro che vogliono realizzare a tutti i costi le aziende farmaceutiche assetate solo di profitti?

Eccoci alla chicca, che la dice lunga sulla “tempistica” griffata Pfizer per il lancio del suo vaccino.

Non passano neanche 48 che il super CEO, il greco Albert Bourla, mette subito a segno un colpaccio. Ossia vende un grosso pacchetto azionario del quale è in possesso, quando le azioni sono in pieno boom, avendo fatto registrare un clamoroso + 16 per cento nel loro valore. La notizia arriva direttamente dalla SEC, la rigorosa Securities and Exchange Commission a stelle e strisce.

A quanto ammonta il ‘gruzzolo’ adesso nelle mani del veterinario di Salonicco miracolosamente asceso al vertice di Pfizer? La bella somma di 5 milioni 600 mila dollari. Non uno scherzo.

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