ROBERTO SPERANZA / IL CAPOLOVARO “INTERROTTO”

Il mondo è in trepidante attesa.

Le vetrine di Amazon sono in fibrillazione.

I book store sotto tutte le latitudini stanno andando in tilt.

E’ l’evento del secolo, l’opera magna partorita dalla eruttante Mente del ministro della Salute che tutti i paesi al mondo ci invidiano: Roberto Speranza, dalla cui penna è sbocciato l’imperdibile “Perché guariremo”, sottotitolo “Dai giorni più duri a una nuova idea di salute”.

A Stoccolma già lo attendono per allestire il prossimo Nobel: Letteratura, per la spettacolare capacità divulgativa, Medicina, visto il talento che pare innato. E’ questo il dilemma.

Ma cosa è mai successo all’ultimo istante?

Quale malaugurato evento si è frapposto lungo l’imperiosa marcia verso la capitale svedese?

Che sorta mai di virus ha osato intralciare i festeggiamenti già in fase di preparazione?

Il volume, odoroso di stampa, già distribuito nelle librerie di tutto il paese e pronto al nastro di partenza per il 22 ottobre, è stato fermato in corner.

Abortito. Come il famoso starnuto di Totò sul treno in compagnia dell’onorevole Trombetta (in bocca).

A stopparne l’uscita nel momento clou è la stessa Feltrinelli, la storica casa editrice che ha fiutato qualcosa nell’aria e ora comunica alle librerie: “Invitiamo i librai a non rendere il libro ma a tenerlo nei propri magazzini, fino a quando, auspicabilmente in tempi brevissimi, verrà comunicata la nuova data di messa in vendita”.

Penoso.

Hanno capito, gli eredi di un Giangiacomo il quale a quest’ora – poverino – starà roteando nella sua tomba, “l’aria che tira”.

Forse non era il caso – adesso che la pandemia sta di nuovo esplodendo – di far uscire un prodotto che subito puzza di muffa. Visto che il suo Autore lo ha scritto quest’estate, tra un tuffo e l’altro, mentre cercava di ritemprare le stanche membra: tanto che ancor oggi rammenta al popolo bue, “ho imparato ad alzarmi alle 4 e 30 di mattina per sfogliare le news”.

Le pagine sprizzano ottimismo, trasudano fatica ma gioia per il lavoro compiuto, esondano soddisfazione per i titanici sforzi messi in campo.

La realtà, purtroppo, in due mesi è cambiata, il clima è mutato, l’umore (e la salute) degli italiani ha invertito la rotta.

Quindi, meglio fare una ridicola marcia indietro piuttosto che affrontare una valanga di sberleffi.

 

P.S. Il bestiario torna dopo sei mesi e passa di assenza. Abbiamo deciso per una sorta di auto-lockdown. Anche perché troppo spesso, ormai, tante notizie che collochiamo negli altri settori (soprattutto nelle news) spesso e volentieri andrebbero sistemati a giusto diritto nel bestiario.

Quando la realtà supera la fantasia.

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