ORA LEGALE / IL GRANDE BLUFF

Tanto rumore per nulla. Anzi, per gettar fumo negli occhi dei cittadini.

Un po’ alla volta sta emergendo, in tutta la sua chiarezza, il bluff dell’ora legale, spacciata come toccasana per l’economia e per la bilancia energetica del Paese (e delle nazioni).

Tant’è vero che la stessa Unione Europea ha deciso di abolirla dal 2021, a meno che qualche singolo paese intenda adottarla ancora, però sempre prendendo accordi con la UE.

Ma vediamo le cifre, che più di ogni altra cosa parlano chiaro. Soprattutto se arrivano da Terna, da organismi ufficiali o da studi internazionali.

Partiamo da Terna.

Fino ad oggi il risparmio energetico ottenuto è stato, ogni anno, pari a 510 milioni di kilowattora, l’equivalente del consumo di 200 mila famiglie.

Messo così le cose, parrebbe un risparmio significativo.

Ma c’è subito un punto. Anno dopo anno – soprattutto per via dei miglioramenti nei sistemi di fornitura energetica – il risparmio tende a contrarsi. Ad esempio, nel 2017 era stato pari a 570 milioni di kilowattora, e nei 10 anni precedenti si era attestato su una media di 640 milioni.

Uno studio condotto da un’università della California ha dimostrato addirittura una tendenza al contrario. I consumi energetici da ora in poi crescono, per un importo di 9 milioni di dollari all’anno!

E proprio passando ai risparmi in cifre il bluff salta fuori.

A quanto credete che ammonti il risparmio annuo tradotto in euro?

Circa 80 milioni, secondo alcuni studi. Al massino 100 euro l’anno, stando alle rilevazioni di ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, un organismo di tutta evidenza pubblico.

Una cifra irrisoria, ridicola, se rapportata ai consumi di tutto il paese e per i mesi dell’anno coperti dall’ora legale.

Meno del costo di un Cristiano Ronaldo o di un Lionel Messi, tanto per fare due esempi in campo calcistico.

E allora? C’è solo da mettere in conto il buon umore degli italiani alle prese con giornate più lunghe, ma poi costretti a sorbire il contraccolpo del buio che incombe più presto?

E se non c’è motivo economico e/o ambientale (ad esempio sul versante dell’inquinamento), perché mai averlo messo in campo per tanti anni, creando un falso problema per gli italiani (e gli europei) che ne hanno a iosa di quelli reali da risolvere ogni giorno?


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