EDITORIA / “IL TIRRENO” IN PIENA TEMPESTA

La famiglia Agnelli si sbarazza di alcune testate storiche, tra cui “il Tirreno”, vendendole ad un improbabile editore, Alberto Leonardis. Redattori e dipendenti sono fortemente preoccupati e stanno organizzando alcune azioni di lotta.

Vediamo, più in dettaglio, cosa sta succedendo.

Il gruppo GEDI, che gestisce le iniziative editoriali della dinasty, ha deciso di vendere il ramo d’azienda composto dalle testate “Il Tirreno”, “La Gazzetta di Modena”, “La Gazzetta di Reggio” e “La Nuova Ferrara”.

A comprarle è SAE srl, che fa capo ad Alberto Leonardis, subito bollato dai 162 dipendenti delle quattro testate come dotato di “totale inesperienza in campo editoriale”.

Il pedigree del rampante editore aquilano, infatti, non è dei più incoraggianti.

Quattro anni fa, nel 2016, ha messo a segno un altro “colpo”, sempre con il gruppo Gedi, ossia l’acquisto del quotidiano “il Centro”: poi rivenduto, senza tanti complimenti, nemmeno tre anni dopo.

Ma ora – a parte i quattro freschi acquisti – coltiva progetti in grande, il rampante Leonardis. Sia in campo editoriale che finanziario.

Sul primo versante ha in testa di realizzare una “piattaforma internazionale” con sedi a Milano e addirittura nella Silycon Valley e capace di fornire articoli, informazioni, ricerche ad una vasta platea di utenti: anche on demand. E vorrebbe dare spazio ad un vero e proprio “civic journalism”, da vero Pulitzer in pectore.

Non è finita. Perché un’altra idea frulla nell’eruttante cervello de tycoon abruzzese: quella di creare un centro servizi informativi per televisioni e radio locali, capace di produrre trasmissioni e progetti in comune.

A quanto pare il propellente da investire a 360 gradi nel vasto campo informativo dovrebbe raggiungere i 20 milioni di euro.

Forse raggranellati attraverso le performance finanziare che sta progettando, attraverso una creatura ad hoc, ALMI srl, specializzata in private equity, fondi immobiliari e fondi d’investimento. Un cocktail ottimo e abbondante per volare nei cieli dell’informazione di mezzo mondo…

Il biglietto d’ingresso nelle quattro testate, comunque, non è dei più rassicuranti: viene infatti già previsto un taglio del costo per il personale da 1,7 milioni di euro, non uno scherzo.

Gedi, dal canto suo, fa cassa. Ma a quanto pare non intende portare a termine la trattativa intavolata con il gruppo Athena per comprare “L’Arena” di Verona, “il Giornale di Vicenza” e “Brescia Oggi”.

Il bersaglio, invece, sarebbe molto più grosso. Nientemeno che “il Sole 24 Ore”, che comincia ad uscire dalla gigantesca crisi che l’ha attanagliato, presentando finalmente un bilancio rimesso in sesto. Confindustria ha in mano il 60 per cento del pacchetto azionario, resta quindi disponibile a piazza Affari la fetta del 40 per cento.

Comincerà presto la scalata? Tanto per tener compagnia ad un’altra partecipazione eccellente detenuta dall’Exor di casa Agnelli: quella nel prestigioso settimanale britannico “The Economist”.


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