Corta la memoria di gialloverdi

Applausi. Meritatissimi e perché no, in sovrappiù un convinto ‘bene, bravi, bis’, che spetta di diritto ai ‘probi viri’. A chi? Ma al binomio Salvini-Di Maio, ovvio, alla loro ferma indignazione per l’ignobile auto gratificazione di Tridico, presidente dell’Inps, che ha raddoppiato le sue prebende, ora di 150mila euro annui. Nell’atto di conferire a Di Maio e Salvini la medaglia di politici modello, sopraggiunge via Google il video pubblicato da Paolo Liguori, direttore del Tg4 berlusconiano, l’uomo del salto triplo della quaglia, nato nell’ultra sinistra di ‘Lotta Continua’ e scivolato a destra con l’approdo alla corte del cavaliere. Detto che non condividiamo nulla dell’informazione che produce a sostegno della destra, sentiamo di dovergli riconoscere un coraggioso empito di onestà professionale, per il suo messaggio televisivo. L’esordio ha valore pedagogico. Dichiara infatti Liguori: “Devo le mie scuse al presidente dell’INPS per averlo denigrato”. Spiega che Tridico guadagnava meno di 70mila euro all’anno, cifra assolutamente inadeguata per il ruolo di grande responsabilità e prestigio rivestito e rivela quanto è stato malignamente nascosto nella fase della sua crocifissione mediatica: l’aumento della retribuzione ha il crisma della legittimità. Il governo gialloverde nel 2019 firmò (con la supervisione, proprio di Salvini e Di Maio) il provvedimento a cui si è rifatto Tridico. Inoltre, rivela Liguori, il presidente dell’Istat, in quota Lega, in un ruolo pari o perfino meno determinante della presidenza INPS, mette in tasca 240mila euro all’anno, dato ignorato dalla politica e dai media. Poi una frecciatina del direttore del tg4 ai giornalisti, che hanno sguazzato nella palude dello scandalo Tridico: “Si dilettano di giocare con gli stipendi altrui e non guardano al loro interno, per nascondere che alcuni guadagnano più di Tridico. Ci sono cascato anch’io, in buona fede, e chiedo scusa”.  Un breve commento tira in ballo il moralismo di Di Maio, che mette a confronto lo stipendio raddoppiato del presidente dell’INPS con il disagio economico di tanti italiani vittime della crisi Covid: tutto vero, ma perché non s’indaga sulle retribuzioni di manager e funzionari dello Stato, perché non si tagliano le scandalose liquidazioni riservate al vertice di grandi aziende pubbliche, perché non si azzzera l’indecenza delle ‘pensioni d’oro’? A conclusione dell’intervento di sanificazione, avrebbe senso discettare sulle retribuzioni dei manager. A quel punto si torni pure sulla questione Tridico, sui 240mila euro di Gian Carlo Blangiardo, presidente leghista dell’ISTAT.
Meloni, la borgatara in ascesa anche per la conclamata contiguità con l’estrema destra neofascista di Casa Pound, Forza Nuova e dei loro accoliti, ha scalzato Salvini dal ruolo di terminale degli ultra conservatori americani, espressione del razzismo suprematista, del loro inviato speciale Bannon, dispensatore di milioni di dollari alla destra europea, di recente in manette per truffa fiscale. La ‘Sorella d’Italia’, per chi non ancora lo avesse percepito, è gradita al neofascismo diffuso a diversi livelli di infiltrazione nell’impianto democratico del Vecchio Continente, al punto di allarmare l’Italia antifascista per la progressiva scalata al consenso della destra e di valutare con giustificata preoccupazione la nomina a presidentessa dei conservatori europei, connessi agli extra europei (Usa, Israele, Australia, Canada). In Germania il partito dell’ultradestra Afdu, che certo non nasconde l’empatia per il nazismo, ha dovuto licenziare il suo portavoce al Parlamento, che ha proposto di fare strage di migranti uccidendoli con il gas. Non c’è da sorprendersi se in Italia i casi di neofascisti dichiarati o camuffati, che sfidano leggi e Costituzione evocando Mussolini e il Ventennio, aumentano più dei positivi al Covid.
Rivela Biden, in odore di succedere a Trump: “Negli Stati Uniti gli insegnanti hanno pagato oltre 7mila dollari di tasse, i vigili del fuoco oltre 5mila, i baristi più del tycoon. E Trump? 750 dollari (!) negli anni 2016/2017.

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