Dal caos veniamo, al caos torniamo

Il mondo è nel culmine del caos planetario, l’Italia non è da meno. L’ambientalismo militante avverte da anni l’umanità della deriva che minaccia il futuro della Terra. L’errore? Fissare l’ora “X” in tempi successivi al 2050, allorché la quasi totalità di quanti governano il mondo saranno sepolti e cenere. È come predire a un novantenne afflitto da normali acciacchi dell’età, che la morte lo preleverà ai suoi centoventi anni. Il destinatario di questo pronostico, proiettato ai suoi successivi 30 anni, saprà di potersi concedere stravizi a volontà, che ‘poi dio ci pensa, a suo tempo’.
Ecco l’elementare spiegazione del perché i vertici delle comunità di ogni latitudine sembrano sordi a ogni allarme enunciato dai pochi saggi in circolazione, ecco perché fingono di ignorare il futuro della Terra inabitabile.
Esempio limite della mancata opposizione alla lungimiranza zero imperante è il demoniaco, diffuso egoismo, che impedisce la distribuzione di immense risorse all’intera popolazione mondiale, progetto possibile, come affermano e dimostrano gli economisti indipendenti nel contestare l’egoismo dei pochi, in danno dei tanti esclusi.
Non è meno deludente la risposta globale all’emergenza della pandemia. Paesi teoricamente evoluti, accreditati di esemplificare la democrazia collettiva, in particolare gli Stati Uniti per esser chiari, piangono il tragico numero di vite stroncate dal Covid, vittime di un presidente, che per ripagare i potenti sostenitori della sua assurda elezione, ha nascosto a lungo l’emergenza letale del coronavirus. Di pari gravità, all’insegna del ‘prima l’America, prima la Russia, prima la Cina’, la corsa per la somministrazione del vaccino, competizione politico-economica da cui resterà fuori a lungo il mondo delle povertà, l’India, l’Africa, il Brasile e arricchirà le multinazionali della farmaceutica.
Fosse vera la denuncia della virologa cinese Li-Meng Yan, che s’impegna a documentarla, il Covid-19 sarebbe un virus ‘sintetico’, creato in un laboratorio di Wuhan. Fosse vero, sarebbe da processare la Cina, per non aver allertato il mondo sul pericolo di diffusione del contagio e si potrebbe ipotizzare, che alla ‘miracolosa vittoria’ di Wuhan sulla pandemia, abbia contribuito un antidoto messo a punto da chi ha creato il coronavirus.  Malevola fantasia? Vedremo.
Caos le dittature che opprimono mezzo mondo? Niente di caotico in Trump nell’esaltare il suprematismo, che uccide neri inermi, nel vantarsi di possedere armi segrete più potenti del nucleare, nella paranoia nazionalista, che innalza smisurati muri di confine e nega il riscaldamento della Terra, per omertà con chi lo provoca, nel sistema che ricorre all’epurazione di avversari ‘scomodi’ e definisce eroi i poliziotti assassini.
Niente di caotico nell’eliminazione fisica dei dissidenti, arrestati in massa, prerogativa dello zar Putin, del turco Erdogan, di Pechino.
È caos al cubo nel Bel Paese. Dalle tenebre di ideologie che la Repubblica si è illusa di aver azzerato, riappare la malapianta del fascismo. Lo sconcerto di una democrazia, evidentemente non ancora fuori dal rodaggio, dà vita a fenomeni di qualunquismo, secessionismo, xenofobia, consensi a presunti ‘uomini forti’ e contiguità al fascismo. In risposta, l’inconsistenza di quanto resta della sinistra storica, in conflitto ‘familiare’ tra moderazione, nostalgia comunista e infiltrazioni di quinte colonne. Fuoco amico sul Pd scompaginato, che farebbe salti di gioia per un risultato di 4 a 2 in favore della destra, come esito delle prossime regionali, meno umiliante di 5 a 1 (Val d’Aosta esclusa)! Alla vigilia del 20 settembre Pd e 5Stelle sono separati in casa, la ‘sinistra’ del Pd, con ‘favoloso tempismo’, chiede a voce alta un ‘rimpasto di governo’ e porta acqua al mulino della destra. Zingaretti non ha di meglio che autodefinire il Pd “unico argine a Salvini-Meloni”. La vecchia storia di scandali scoperchiati in vista del voto (ora truffe della Lega) racconta che sono digeriti come normalità della casta e non incidono più di tanto sull’esito elettorale.
Il sì o no al taglio dei parlamentari è il massimo del casino che agita la politica dei partiti. Sì di Zingaretti (per compiacere i 5Stelle), no di parte di chi sostiene il centro sinistra, no di frange leghiste, delle sardine, eccetera.
Più caos di così…

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