ELON MUSK / VOLA SU MARTE E CON NEURALINK, MA SBANDA SU TESLA

Vuol portare tutti in viaggio su Marte col progetto SpaceX, sogna che il mondo possa muoversi sulle sue auto elettriche griffate Tesla e adesso ha in programma di impiantare un microchip nella testa di tutti per controllarci meglio, giorno per giorno ora per ora.

Cento ne fa e altrettante le pensa, il più vulcanico imprenditore al mondo, il rampantissimo quarantanovenne Elon Musk. Ma anche il più “inquietante”, visti i freschi programmi che – se portati a compimento – significano un controllo globale su ogni uomo, ridotto ad un puro fantoccio, un robottino collegato ad una grande intelligenza artificiale.

La fine del mondo.

Partiamo dalle news. Ed in particolare, of course, dal fresco battesimo della nuova creazione di Neuralink, la start up già in pole position per rivoluzionare i nostri destini, e soprattutto i nostri cervelli.

 

Il progetto SpaceX. In apertura Elon Musk alla presentazione di Neuralink

 

 

UN CHIP PER I NOSTRI CERVELLI

La notte del 28 agosto il firmamento a stelle e strisce ha visto brillare la profetica figura del tycoon Elon Musk, in diretta streaming con un gruppo di “eletti”, invitati per poter ammirare le ultime scoperte made in Neuralink e finalizzate a creare l’interfaccia perfetta tra il cervello umano e l’intelligenza artificiale.

Un piccolissimo dispositivo animato dalla bellezza di 1.024 sottilissimi fili flessibili ricoperti di elettrodi che raccolgono i dati provenienti dai nostri neuroni.

Una delle novità illustrate dal Profeta di tutte le Tecnologie sta nelle dimensioni del microchip, che diminuiscono sempre di più: ora una impercettibile monetina che può essere impiantata dietro l’orecchio e in futuro sarà collocabile direttamente nel cervello, con una micro operazione di pochi minuti.

Facile come bere un bicchier d’acqua e voilà, il robot è pronto per l’uso!

Ma vediamo qualche dettaglio in più sul ritrovato che ci cambierà la vita.

Il nuovo chip progettato da Neuralink potrà agire senza più cablaggi e con la capacità di trasmettere dati a dispositivi esterni tramite connessione Bluetooth Low Energy. Le informazioni possono essere tranquillamente inviate ad un computer o ad uno smartphone.

Le sperimentazioni, fino ad oggi, sono state effettuate su dei maialini, proprio come ‘Gertrude’, la porcellina che si è esibita nel corso dello show organizzato dal Mago. A Gertrude il chip era stato impiantato due mesi fa: man mano che the little pig annusava in giro, un display mostrava una serie di grafici ed emetteva suoni che indicavano l’attività dei neuroni, decodificata in tempo reale a secondo delle azioni svolte. Per ora il chip si limita a registrare e rendere visibile l’attività del cervello.

Ma il futuro ci riserva molto ma molto di più.

 

 

 

La sperimentazione su esseri umani – promette Mago Musk – potrebbe iniziare già a fine 2020 e coinvolgerà soprattutto persone che hanno subito gravi danni al midollo spinale. “Vogliamo che il nostro dispositivo sia affidabile ed economico, affinchè chiunque lo desideri possa averne uno”, assicura: come andare al supermarket e comprare un fermacapelli.

Secondo il Nuovo Profeta, in futuro tutti avranno bisogno di un interfaccia cervello-computer. Per il semplice motivo che col tempo tutti devono affrontare condizioni neurologiche che una tecnologia di questo tipo può “potenzialmente” risolvere: perdita della memoria, ansia, danni cerebrali e addirittura la depressione.

Avete capito bene. Chi è depresso non avrà più alcun problema, secondo il Salvatore: basta un microchip piantato nel cervello e Freud può essere subito rottamato.

Neurlalink, per ora, recluta un centinaio di dipendenti, costretti a ritmi di lavoro letteralmente infernali. Ma in breve periodo conta di arrivare ad una potenza di fuoco da addirittura 10 mila unità, un vero esercito pronto a cambiare i destini di tutti noi. Verranno arruolati soprattutto specialisti in robotica, ingegneria elettronica, informatici, esperti in software e via di questo passo.

Se il futuro sembra radioso per Musk & C., nel breve periodo non poche nubi si addensano all’orizzonte. E riguardano le sorti del colosso Tesla, oggi la prima al mondo per la progettazione e realizzazione di auto elettriche.

 

TESLA, DAL SUPER BOOM ALLA BOLLA DIETRO L’ANGOLO

Nell’ultimo anno il titolo di Tesla ha fatto segnare un boom da Guinness dei primati, decuplicando addirittura il suo valore: vale a dire passando dai 221 dollari per azione di dodici mesi fa alla bellezza di 2213 dollari attuali. Una performance che a Wall Street non ricordavano da decenni.

Ma la sorpresa, non buona, può essere dietro l’angolo. Dopo un volo del genere, è possibile che si possa registrare una brusca inversione di tendenza: soprattutto ora che l’economia è in crisi, il settore dell’auto sta crollando, i consumi vanno a picco per le conseguenze della pandemia.

 

Musk con la sua Tesla

 

Sottolinea Antonio Amoroso su Affari Italiani: “L’euforia e l’entusiasmo irrazionale degli investitori per Tesla mostrano che ci troviamo di fronte a una possibile bolla speculativa o ad una sopravvalutazione eccessiva del titolo con effetti imprevedibili per gli investitori. La crisi economica del Covid potrebbe portare ad un collasso del settore auto elettriche, troppo costose se confrontate con i portafogli disponibili. Elevati costi di ricerca e produzione, bassissimi segmenti di mercato coperti finora visti i prezzi delle vetture, l’incertezza in generale per il futuro del settore che si è contratto violentemente: potrebbe essere davvero un mix pericoloso. Uno scenario previsto da pochi prima del Coronavirus”.

Così molti analisti finanziari a stelle e strisce sono andati in tilt proprio per i dati “anomali” e troppo rialzisti fatti segnare da Tesla per tutto il 2019: ipotizzando quindi possibili ribaltoni a breve, un vero e proprio bagno di sangue per gli investitori.

Per capire meglio la situazione e decodificare la bolla finanziaria di Tesla – a questo punto una pericolosa mina vagante nel già turbolento mercato di Wall Street – basta un raffronto con i dati di un altro colosso (ben più solido), ossia la star della distribuzione e dei supermarket negli Usa, Walmart. Ebbene, Tesla ha superato la capitalizzazione di mercato di Walmart, che pure fa segnare 534 miliardi di vendite contro gli appena 25 di Tesla. In soldoni, Tesla non guadagna dalle vendite, ma dalla variazione del prezzo del titolo in Borsa.

Quindi occhio ai prossimi mesi autunnali e soprattutto all’inizio del 2021.

Musk può anche volare su Marte e brevettare chip per tutti i cervelli: ma rischia il tonfo a bordo delle sue Tesla.


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