ENERGIA / ALLO START IN FRANCIA IL MAXI PROGETTO “ITER”    

E’ appena cominciata la costruzione a Cadarache, nella Francia meridionale, del più grande impianto a fusione nucleare al mondo, in grado – sulla carta – di produrre energie pulite.

Una notizia praticamente ignorata dai media ed invece, ovviamente, di grosso significato. Sarà in grado, la maxi centrale, di invertire la rotta del “nucleare” storicamente basata sulla pericolosissima “fissione” per passare ad una “fusione” innovativa e sostenibile?

Una scommessa da novanta, in grado di cambiare il corso della storia dell’ambiente. Si apre un nuovo futuro oppure è un modo come l’altro per sperperare valanghe di danari pubblici?

La cifra in ballo, infatti, è da capogiro: ben 20 miliardi di euro, vengono stanziati da un gruppo di stati coinvolti nel progetto “ITER”.

In prima fila l’Italia, protagonista con le sue sigle specializzate nel settore. In pole position, infatti, per i lavori ora ai nastri di partenza, AGS Superconductors, SIMIC e il consorzio ICAS (in partnership con l’ENEA): sigle che hanno contribuito in modo rilevante a realizzare la più grande super-bobina mai costruita in Europa.

Alla fine di aprile, in mezzo alla bufera del Covid, è arrivata a Cadarache la gigantesca bobina alta 17 metri e larga 9, “impacchettata” con una struttura da 100 tonnellate.

La super-bobina è nata in Italia, nello stabilimento di La Spezia della ASG che fa capo al gruppo Malacalza, su commessa del consorzio europeo Fusion for Energy (F4E), l’Agenzia Ue che gestisce il contributo europeo al progetto ITER sotto il profilo di commesse e appalti.

Italiani doc sono anche i 5 chilometri di cavi superconduttori, progettati e realizzati dal Consorzio ICAS che riunisce ENEA con due aziende leader nel settore, CRIOTEC Impianti e TRATOS Cavi.

Il fresco magnete è il primo dei dieci da realizzare in Europa.

C’è mezzo mondo coinvolto nella “impresa”: non solo Europa, ma anche Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone, India, Corea Del Sud, praticamente nessuna potenza esclusa.

Secondo gli esperti, si tratta del più grande impianto sperimentale al mondo finalizzato a dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica di riprodurre sulla Terra la stessa reazione che alimenta il Sole e le stelle per ottenere un’energia sicura, illimitata e sostenibile.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Lo ripetiamo: è un progetto realmente credibile o siamo di fronte ad una maxi sceneggiata tanto per spendere e spandere danari a palate, tanto per ingrassare imprese e lobby di riferimento?

Staremo a vedere.

Ma intanto, è meglio accendere i riflettori.

 


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