Proposta di ‘Premio Pulitzer’

Il premio Pulitzer è assegnato al giornalista autore dei migliori articoli e inchieste: l’hanno vinto grandi professionisti e specialmente gli inviati. Ecco, ci facciamo promotori della proposta di assegnare il prossimo alla giornalista parlamentare Maria Antonietta Spadorcia del tg2, diretto non a caso dal leghista Sangiuliano. Nel tardo pomeriggio di ieri, precisamente alle 18 e 15, è stata protagonista di un ineguagliabile scoop. Da Palazzo Madama, con il volto esultante e la voce rotta per la toccante emozione, ha comunicato alla conduttrice, con la dovuta enfasi: “Colpo di scena, Salvini non andrà a processo, non è stata concessa l’autorizzazione a procedere”. Nella stanza di comando del glorioso Tg2, ripetiamo, diretto dal leghista Sangiuliano, sembra siano saltati i tappi di un Dom Perignon del 1973, data di nascita del Matteo nazional-sovranista. La Spadorcia, vent’anni di mestiere, autrice di un libro con prefazione di Sgarbi, altro destrorso e leader degli irresponsabili negazionisti che disconoscono pandemia e morti di Covid, sembra abbia ricevuto la ‘bella notizia’ da un caporedattore, perché non collegata all’aula di Palazzo Madama. E come era al Senato ma disconessa con l’aula? Clamorosa gaffe professionale? Fosse vero, l’autore della ‘soffiata’ dovrebbe dividere il Pulitzer con la Spadorcia. Il perfezionamento della notizia, della giornalista-scrittrice, orgogliosa fan di Salvini: “Sembrava un voto scontato visto anche il sì di Italia Viva e invece no, ci sono stati 141 voti favorevoli ma 149 contrari. Quindi Salvini non andrà a processo. Questo è davvero un colpo di scena perché tutta la maggioranza era compatta per dire che non c’era interesse generale, ma il centrodestra ha detto no. Salvini ha fatto l’interesse generale”.
Alla rappresentazione tragicomica del Salvini ‘martire’, da beatificare (“Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà”) manca un selfie di se medesimo alato, in ascesa verso il paradiso, da beato e martire. I magistrati ‘comunisti’, così li dipinge la Lega, saranno impegnati in un doppio processo con l’ex ministro come imputato per i casi Gregoretti e Open Arms, che rischia molto anche per il suo futuro politico: cioè la leadership della Lega. La legge Severino in casi di questa portata sancisce la decadenza e l’incandidabilità alle successive elezioni politiche. Successe a Berlusconi: condannato in cassazione per il caso Mediaset, decadde dalla carica di senatore. Di qui la probabile campagna leghista per andare subito alle elezioni, cioè prima dell’esito dei processi. Il commento allucinato dell’ex ministro: “Bloccare gli sbarchi, combattere gli scafisti, ridurre i morti, i dispersi, dimezzare gli arrivi di clandestini. Non chiedevo una medaglia, ma rischiare 15 anni di carcere per processo aggravato e continuato mi sembra una follia”. L’autodifesa è furbescamente deviante. Salvini sarà processato per sequestro aggravato di persone, costrette per molti giorni, a bordo delle navi Gregoretti e Open Arms in condizioni pericolose per la loro vita.
Il decreto sicurezza giustizialista di Salvini, perché razzista, scompare, gode di prepensionamento, liquidato dal governo Conte: cancella le multe milionarie alle navi ong salvavita, aumenta la possibilità di accedere alla protezione umanitaria, rivede il sistema di accoglienza Siproimi, rende possibile ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale. Su questo punto si è pronunciata la Corte costituzionale definendo irragionevole lo stop dell’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo. Il testo sarà sottoposto all’attenzione delle autonomie locali. Non è prevista un’attuazione immediata del nuovo decreto. Gli sbarchi sono aumentati di recente e i provvedimenti potrebbero provocare contraccolpi sulle elezioni regionali. Il testo include permessi speciali per chi subisce trattamenti disumani e degradanti nel proprio Paese e altri miglioramenti dell’accoglienza.

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