CALABRIA / TRAFFICI DI RIFIUTI TOSSICI, SVENTATA L’ARCHIVIAZIONE

Traffici di rifiuti tossici, sversamenti illegali, massacro ambientale.

E’ quanto produce un autentico sistema criminale in Calabria, in provincia di Lametia Terme.

E proprio a Catanzaro è da poco avviato un procedimento che potrebbe e dovrebbe far luce su quelle connection.

Ecco le news.

A dicembre dello scorso anno la polizia, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e della Procura di Lametia Terme, ha eseguito ordinanze di custodia cautelare emesse dai relativi Gip a carico di diversi soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di attività volta al traffico illecito di rifiuti ed inquinamento ambientale.

Le indagini sono scattate a seguito della scoperta di una discarica abusiva in località “Bagni”, nel Lametino, caratterizzata dalla presenza di diversi autocarri che conferivano rifiuti formalmente destinati allo stoccaggio in siti autorizzati del Nord, ma di fatto mai utilizzati.

Un sistema criminale – secondo gli inquirenti – organizzato e diretto da Maurizio Bova e Angelo Romanello, attraverso due società: la ECO.LO.DA., con sede a Gizzeria, in provincia di Catanzaro, e la assai più “presentabile” CRM che ha il suo quartier generale a Bozza, in provincia di Bologna.

Entrambe le sigle – finite sotto sequestro – gestivano illecitamente la filiera del recupero e dello smaltimento sia nella discarica di Bagni che in quella ubicata a San Sidero, a un passo da Lametia Terme.

Stando alle indagini, sono stati trovati non pochi rifiuti speciali e pericolosi, in particolare farmaci smaltiti da una società campana.

Tanto rumore per nulla.

Il 1 giugno il pubblico ministero, Stefania Paparazzo, chiede l’archiviazione di tutta l’inchiesta. Che in realtà era partita dalla denuncia di un’associazione, “Horse Angels”, che si occupa non solo della tutela della salute dei cavalli, ma anche della salvaguardia ambientale.

Secondo il pm Paparazzo, le accuse sarebbero “generiche”, non si riferiscono “ad ipotesi di reato ben determinate” e “non appaiono idonee a suggerire l’avvio di un’attività preliminare volta ad accertare la sussistenza di fatti di rilevanza penale”.

Si è opposta a tale richiesta di archiviazione, ovviamente, Horse Angels, il cui legale, Giuseppe Marino, ha invece chiesto la prosecuzione delle indagini preliminari “poiché le contestazioni sollevate dal PM in ordine alla genericità dell’esposto e alla indeterminatezza della ipotesi di reato risultato prive di fondamento”.

Il gip del tribunale di Catanzaro non archivia e invece fissa la nuova data per decidere sulla prosecuzione delle indagini. Udienza fissata per il 2 dicembre 2020.

Concrete speranze, perciò, che le indagini non vengano insabbiate, ma anzi approfondite. E si possa arrivare al processo.

Staremo a vedere.

 

nella foto la Procura di Catanzaro

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