Silenzioso, garbato addio

Uno straordinario esempio di saggezza: include altruismo, sobrietà, rispetto, garbo, umiltà. Andarsene così, in silenzio carico di intimità, “senza disturbare”, con un discreto sottofondo che somiglia molto alla suggestiva magia della sua musica. In serena contraddizione con il coro del ‘magnificat’, venuto su da ogni latitudine della Terra per il vuoto che lascia, Ennio Moricone potrebbe aver scritto una pagina in ‘re maggiore’ per invitare il mondo a riconsiderare il rito della morte. Senza esasperare l’idea di ridimensionamento, sollecitata dallo scempio dei pomposi funerali di malavitosi o dall’enfasi di cerimonie funebri riservate ad alti personaggi della politica, a star dello spettacolo, sarebbe auspicabile condividere ‘urbi et orbi’ il testamento intellettuale del ‘maestro’: “rito privato, niente fiori, affollamento zero”.   L’ideologia di questo inedito intimismo, smantellerebbe le ragioni che inducono a trasformare il saluto ai defunti in un attestato collettivo di partecipazione.
Come ogni regola è più che legittima l’eccezione di riti in morte di eroi del proprio tempo uccisi dalle mafie combattute con generoso coraggio. Esserci, in tanti, equivale ad associarsi agli ideali cancellati da esecuzioni criminali, a condividere i valori della legalità.
Con tutto il rispetto di chi ha fede, all’auto necrologio di Morricone non sarebbe un azzardo far seguire un post scriptum che suggerisca di assecondare la scelta della cremazione suggerita anche dalla bibbia: “quia pulvis es et in pulverem reverteris” ovvero polvere siamo, polvere torneremo.
Smorfia di delusione sul volto ‘quadrato’ di Salvini. Tutti e centottanta migranti salvati dalla Ocean Viking si sono sottoposti al tampone: tutti negativi hanno espropriato il leghista valpadano della chance di inveire contro il governo e soprattutto contro i ‘barbari invasori’.
Intervistato (attività da mane a sera di Salvini, che non gli consente di occuparsi dei problemi italiani) non ha negato l’ipotesi della successione a Mattarella di Berlusconi (pluri indagato e condannato, noto come mister bunga-bunga). Non l’ha escluso il Leghista number one: “Votiamo un nuovo parlamento, ne parleremo nel 2022” Di qui uno tra molti commenti: “Ma ci sei o ci fai?”
Silenzio ‘tombale’ di Salvini sull’assessore regionale leghista Giulio Gallera, come se il soggetto in questione fosse formalmente espatriato, tra gli scomparsi di ‘Chi l’ha visto’. Neanche una parola di solidarietà per addolcire gli sberleffi di social e media accumulati come gaffeur seriale dall’asssessore. L’ultima ca…ta: in tema di procedure di sorveglianza della Lombardia per prevenire i contagi da Covid con la misurazione della temperatura corporea, l’‘informatissimo e soprattutto competentissimo” assessore ha detto di un infetto: “Se avesse chiamato il medico anche solo per un 37,5 percento di febbre…”. Gallera, in confusione sanitaria mentale, ha confuso la temperatura calcolata in gradi Celsius con i valori delle percentuali.  È la terza gaffe in un breve lasso di tempo, ignorata dal suo ‘capo partito’, impegnato in raduni a rischio, senza mascherine e distanza di sicurezza.
Il democratico leghista valpadano (capito chi?) si rivolge alla giornalista Lucarelli che gli aveva contestato di non indossare la mascherina con un galante ‘buuu, cretina…me ne frego”. Insomma transeat, ci sta anche questo nel personaggio, ma va oltre. Il figlio della Lucarelli, 15 anni, contesta Salvini: “Omofobo e razzista, usa gli immigrati per farsi propaganda”. Nella presuntuosa illusione di essere ancora il ministro dell’Interno la risposta è l’ordine alla polizia, in borghese, di identificarlo, in barba alla libertà di pensiero e di opinione garantita dalla Costituzione. Alla madre è stato impedito di riprendere la scena, mentre alle spalle del figlio un energumeno gridava “Zecche”.
Incomprensibile. Il vice segretario del Pd Orlando, in opposizione a critiche palesi ed occulte a Zingaretti: “Senza scissioni il Pd sarebbe pari alla Lega”. Sbagliato? No, i sondaggi in corso confermano che il consenso al centrosinistra, se inglobasse gli ‘scissionisti’, sarebbe pari e forse superiore alla Lega. A proposito di scissionisti, la replica di Matteo Orfini: “Peccato però che per rincorrere Salvini chiudiamo i porti e sequestriamo le persone in mare esattamente come lui”. Peccato che non sia vero. I porti siano aperti e i migranti liberi di sbarcare!

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