Due punti e a capo – Leggi il Racconto della Domenica di Luciano Scateni

Non riesco a rendere la sofisticata personalità di un sorriso speciale, al tempo stesso contenuto, ma invitante, lieve ma intenso, intimo e comunicativo, esplicito e tutto interno all’anima che indaga gli occhi altrui e sussurra parole tonde, in piena sincerità e Lena se ne sta lì senza percepire alcunché delle vibrazioni di cui si alimenta il desiderio di andare oltre l’esplicito, l’evidente, la complessità delle comunicazioni non verbali, indago il perché dell’impercettibile di una palpebra che cala di un millimetro, forse due sulla pupilla di un verde smeraldo custodito nella grotta dell’isola ‘Holky’, punto perso nei mari del Pacifico, quasi centrale nella sua immensità, il perché non svelato, da interrogare al pari di altri cento messaggi minimi indecifrati, i perché tormentati di notti insonni non sprecate, la testa volta a ‘osservare’ con gli occhi serrati, in dettaglio, ogni cosa della camera riscaldata dal corpo esposto in eccesso al sole di Luglio e a destra sulla sedia anni ’50 sotto plexiglass l’inconsueta immagine di Nadia, il biondo della testa simile alle foglie sbiadite di una esotica januyara, le labbra troppo rosse, la collana del senegalese Hammuth in cambio di dieci euro e poco più in alto l’osè di Riccardo, spergiuro fotografo per aver raccontato la casualità dello scatto dell’amplesso di due corpi statuari incollati alla roccia a picco sul mare e in alto il disegno di Bruno Caruso…

 

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