GIALLO IN SVEZIA / LA “MORTE” DI UN BLOGGER CHE INDAGAVA SU SOROS

Un giornalista e blogger indipendente, con passaporto svedese, Bechir Rabani, è “morto” due anni e mezzo fa in circostanze ben poco chiare. Ma le autorità di Stoccolma stanno per archiviare il caso. Due le ipotesi secondo gli inquirenti: morte per cause naturali o suicidio con barbiturici.

Lo scrive un sito di controinformazione, “The Truth Seeker”, che nella sua inchiesta evidenzia come nessuna delle due ipotesi sia valida. Mentre è molto concreta una terza pista, quella che porta all’assassinio di un giornalista scomodo, in grado di alzare il sipario su non pochi misteri da novanta. Come gli affari “tanti umanitari” di non poche ONG, soprattutto quelle battenti bandiera griffata George Soros.

Ecco cosa hanno scoperto i reporter del sito.

“33 anni, Bechir Rabani era molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Poco prima della sua strana morte Rabani aveva rivelato che era in procinto di svelare i legami di corruzione che collegavano Soros con il produttore televisivo e presentatore Robert Aschberg, personaggio molto noto in Svezia. Aschberg, poco prima della morte di Rabani, risulta aver rifiutato una intervista con lui e aveva fatto minacciare il giornalista tramite la moglie”.

Un personaggio non poco inquietante, Aschberg, membro del consiglio d’amministrazione dell’Expo Foundation, multimilionario, nipote di un noto banchiere, Olof Aschberg.

A quanto pare, proprio Rabani stava indagando sui rapporti d’affari tra Soros e Robert Aschberg.

La polizia ha effettuato indagini, rilevando non poche circostanze sospette. Ma dopo due anni e passa niente di concreto. Motivo per cui i reporter di The Truth Seeker ritengono che si stia procedendo verso un’archiviazione della “pratica”. Di tutta evidenza troppo pericolosa.

 

 

Nella foto Bechir Rabani


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