CAMP DARBY / LE “GUERRE PSICOLOGICHE” DELLE NOSTRE FORZE SPECIALI

Appena tenuta a battesimo una super struttura delle nostre forze armate in Toscana.

Si tratta della nuova sede del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito di casa nostra (COMFSOE), situata nell’area di Camp Darby, storico avamposto americano in Italia, venuto alla ribalta per la tragedia del “Moby Prince”.

Il Pentagono, infatti, ha deciso di rivedere le modalità organizzative e di gestione del più grosso hub di stoccaggio di mezzi & sistemi d’arma delle forze terrestri a stelle e strisce nel sud Europa.

In questo modo, con un grosso investimento infrastrutturale, il nostro Paese si avvia a dar vita ad un centro strategico dove ospitare le “forze d’elite” destinate alle cosiddette “guerre non convenzionali” e alle famigerate “operazioni psicologiche”, che tecnicamente vanno sotto il nome di PSYOPS.

Al varo del neo Comando ha preso parte il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che gonfiando il petto osserva: “Sono particolarmente lieto di incontrare il personale di questo centro nevralgico di integrazione e coordinamento di tutte le attività di formazione, addestramento e approntamento delle Forze Operative Speciali e delle unità PSYOPS dell’Esercito”.

Lo hanno accolto a braccia aperte il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina, e il comandante del COMFSOE, Ivan Caruso.

Ecco le parole di Guerini. “Il nuovo Comprensorio Militare sorge su una vasta area di 35 ettari, ex sedime di parte della base militare statunitense di Camp Darby, il territorio recentemente rientrato nella disponibilità delle autorità italiane. La sua riorganizzazione e l’utilizzo di moderni standard infrastrutturali consentirà di incrementare la capacità operativa dei Reparti che saranno ospitati e accrescere le condizioni di vita e il benessere del personale militare e delle proprie famiglie”.

Scrive il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “Dal COMFSOE dipende tra gli altri il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin’, il reparto di incursori composto da personale addestrato ed equipaggiato per condurre tutte le operazioni speciali”.

E aggiunge: “Quelli che a prima vista potrebbero sembrare interventi di natura meramente politico-diplomatico-sociale s’inquadrano nelle cosiddette ‘guerre psicologiche’, note in ambito militare come ‘operazioni psicologiche’ o ‘PSYOPS’, come le ha invece chiamate in lingua inglese il ministro Guerini nel corso dell’inaugurazione”.

Ecco cosa scrive, a proposito di PSYOPS, la ricercatrice dell’Archivio Disarmo di Roma Francesca Angius. “Si tratta del complesso delle attività psicologiche pianificate in tempo di pace, crisi o guerra, dirette verso gruppi obiettivo amici, nemici o neutrali, al fine di influenzarne gli atteggiamenti e i comportamenti che incidono sul conseguimento di obiettivi prefissati di natura politica e militare. Le PSYOPS, quindi, sono finalizzate alla conquista delle menti attraverso la gestione ad arte delle informazioni e delle verità e costituiscono uno strumento di strategia militare. L’esigenza di dotarsi di unità PSYOPS è nata, in seno alla NATO, dalla convinzione che l’uso programmato delle comunicazioni di massa possa influenzare, anche in modo decisivo, l’esito di un conflitto. Il dominio delle informazioni è sempre più una dimensione fondamentale del moderno campo di battaglia, dove propaganda, disinformazione e manipolazione delle informazioni ne rappresentano una parte essenziale”.

L’avamposto di Camp Darby salì alla ribalta delle cronache per la strage del Moby Prince, una strage che non ha mai trovato una soluzione giudiziaria, con inchiesta e processo flop che rappresentano una delle più vergognose pagine della nostra storia.

Anche una commissione parlamentare d’inchiesta – come al solito – s’è arenata.

E non è stata mai battuta l’unica pista concreta, quella di una collisione (e del conseguente rogo assassino) provocata dal “traffico” di armi che aveva come teatro le acque pisane, a poca distanza dalla base di Camp Darby, all’indomani della fine del conflitto in Iraq.

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