GIUSTIZIA LUMACA / DOPO 21 ANNI SPIRAGLI NEL GIALLO SCIERI

A 21 anni dall’omicidio del ventiseienne parà siciliano Emanuele Scieri uno spiraglio di verità.

Incredibile ma vero. C’è voluto quasi un quarto di secolo perché la giustizia di casa nostra muovesse qualche passo, desse qualche segnale della sua sola esistenza.

Il 15 giugno, infatti, la polizia ha notificato a cinque indagati l’avviso di conclusione delle indagini. La procura di Pisa, per trovare il bandolo della matassa, si è servita di una perizia tecnica, non si sa come mai ordinata a tanti anni dalla tragedia.

Una perizia firmata da Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina Legale all’Università di Milano e direttore di “Labanof – Laboratorio di antropologia e odontologia forense”. E’ stata eseguita sui resti del cadavere del parà, riesumati.

Secondo la lumachesca ricostruzione degli inquirenti pisani, Emanuele è stato vittima della feroce aggressione di tre commilitoni, due caporali e un altro militare ancora oggi in servizio. I tre sono accusati di “omicidio volontario aggravato da abietti e futili motivi”. Ancora da capire la dinamica dell’omicidio: o Emanuele venne gettato dal tetto della caserma “Gamerra” di Pisa, o venne costretto a farlo.

Sotto inchiesta anche un ex comandante della Folgore da tempo in pensione, colpevole di aver reso false dichiarazioni ai pm; e un altro ex ufficiale sempre della Folgore, accusato di favoreggiamento.

Guarda caso, anche la Procura militare di Roma ha chiuso da pochi giorni le sue indagini, altrettanto lumachesche. Stavolta sono tre i militari sotto accusa, che fanno parte della lista dei cinque.

 

nella foto Emanuele Scieri


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