La Legge: diseguale per tutti

Troppa, forse, fino alla gestione Molinari, poca dopo il blitz che accresce il controllo di Fiat e associati sui media italiani. Troppa politica con Verdelli, molto poca, quasi zero con la nuova proprietà. Anche oggi un’occhiata a ‘la Repubblica’ on line racconta che lo spazio per la dialettica politica del Bel Paese, è latitante e malamente concesso all’autodifesa di Salvini, che prova ancora una volta a sventare il rischio della condanna per sequestro di persona che se la giustizia facesse normalmente il suo corso dovrebbe privarci della sua insopportabile e trasferire la sua residenza nel monolocale di una cella. Sull’esito del voto che la giunta per le immunità dovrà formulare c’è purtroppo la pesante ipoteca di Giarrusso, grillino espulso dal Movimento, che anela ad arruolarsi nella compagine della Lega. Incombe anche il possibile ‘no’ dell’esagitato Paragone. In due parole: il cittadino Salvini, favorito dallo scudo di dispositivi pro domo sua dei parlamentari, quali sono il tribunale dei ministri e la giunta per le immunità, sfuggirebbe alla giustizia, confermando l’assioma che la legge non è uguale per tutti. In ogni caso la decisione finale sarà del Parlamento, ma inutile sperare in rapido un verdetto. Tutto è stato rinviato a dopo l’estate e in questo lasso di tempo Salvini potrà continuare a recitare il ruolo di vittima di complotti della magistratura.
A proposito di politica di ‘la Repubblica’. Forse è il caso di augurare la pronta conclusione della ‘quarantena’, che tiene lontani dal giornale gli autorevoli titolari della cronaca politica del quotidiano. Anche oggi il comparto in questione compare solo nel resoconto (pagina 5) del disaccordo Pd-Leu-5Stelle su chi assumere nella scuola e a pagina 17 nell’asettico resoconto sui ‘fatti processuali’ di Salvini, raccontati con spazi equivalenti per le motivazioni di chi l’accusa e chi lo difende.
Non solo movida. Certo, l’incosciente indisciplina giovanile è stata colpevolmente sottovalutata dalla regia della cosiddetta ‘fase 2’. Aperti progressivamente spazi di agibilità relazionale, il via libera è coinciso con la password, che ragazze e ragazzi hanno usato a iosa per riprodurre pari, pari gli assembramenti della movida, in piccole o immense enclavi urbane dei frequentatori che si affollano gomito a gomito in spazi minimi. Ma non è solo questa pericolosa trasgressione a mettere in dubbio le ragioni del coro di elogi indirizzati ai ‘bravi italiani’ da tutto il mondo. Il rispetto della distanza di sicurezza, la scelta e l’uso appropriati delle mascherine sono trascurati ovunque, nelle strade dello shopping e delle promenades, ma il peggio è il grave rischio di ripresa dei contagi che potrebbero provocare mascherine, guanti e altri strumenti di difesa dal virus gettati in strada.
Tutto è sovrastato dal rebus per solutori più che abili del dissertare di virologi e affini. Cronologicamente ultima è la dissertazione di Guido Silvestri: “I lockdown totali contro il Covid-19 potrebbero non essere così utili: meglio chiusure parziali e mirate in caso di esplosione di nuovi casi. Fatti emersi in queste ultime settimane, dicono che la stagionalità sembra avere un ruolo molto importante nell’andamento della pandemia in specifiche aree geografiche. L’immunità naturale potrebbe essere più facile da raggiungere a causa di cross-reattività dell’immunità cellulare con altri coronavirus”. Verdetto criptico, ma l’esito della riflessione è comunque chiaro: il virus si auto distrugge in alcune aree climatiche qual è il Sud”. Sarà vero? Se lo fosse, care genti da Napoli in giù, ci avrebbero costretti inutilmente alla clausura e senza motivazioni scientifiche provate avrebbero messo in ginocchio la nostra economia.

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