POMEZIA / IL NUOVO OMBELICO SCIENTIFICO DEL MONDO

Pomezia ombelico del mondo per le ricerche sul coronavirus.

Il 22 aprile paginata di Repubblica sulla “Corsa al vaccino” che vede in campo un tandem doc: il Jenner Institutedell’Università di Oxford in collaborazione con il laboratorio Advent-Irbm localizzato a Pomezia: è in fase di partenza la sperimentazione del “ChAdOxl nCoV-19” su un 510 volontari.

Intervista uno dei ricercatori oxfordiani, il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari che ha appena “ribaltato” il direttore Carlo Verdelli. Si tratta del riminese Giacomo Gorini, appena trentunenne ma un pedigree già lungo mezzo metro: studi a Bologna, al San Raffaele di Milano ma soprattutto allievo del “luminare” (secondo l’Enel) Roberto Burioni.

Il governo britannico – dettaglia Repubblica – “ha deciso di iniziare già a produrre, insieme agli italiani di Advent-Irbm, una valanga di campioni di ‘ChAdOxl nCoV-19’, anche se non testati. Potrebbe rivelarsi un enorme spreco di denaro, o un flop. Ma se il vaccino dovesse rivelarsi efficace, milioni di dosi sarebbero così già pronte in autunno per le categorie più a rischio”.

Ma ci sono o ci fanno, lorsignori di Repubblica?

Sanno quello che scrivono o buttano giù i pezzi come candeggina in lavatrice?

Al centro pagina, of course, campeggia una foto dell’allievo prediletto di Vate Burioni, il reuccio di Brevetti & Provette iscritto alla Gran Loggia d’Italia.

La corsa al vaccino targata Pomezia, comunque, è solo all’inizio.

Roberto Burioni

E’ infatti ai nastri di partenza un consorzio europeo sul quale è issata a bordo una bandiera tutta italiana. Quella di ReiThera srl, gemellata con la tedesca Leukocare (Monaco) e con la belga Univercells (Bruxelles), i quali annunciano “un’alleanza strategica per la produzione su larga scala di un vaccino contro Covid-19, basato su un vettore virale. La sperimentazione clinica – aggiungono – inizierà durante l’estate 2020, mentre la produzione su larga scala verrà avviata subito dopo”.

A quanto pare ReiThera è specializzata nella “generazione e sviluppo di vaccini basati su vettori di adenovirus”. Leukocare nella “formulazione di vaccini basati su fattori virali per garantirne la stabilità a lungo termine”, mentre Univercells “nella manifattura su larga scala di vettori virali utilizzando tecnologie innovative”.

Ottimo e abbondante.

Passiamo al terzo protagonista in campo, sempre germogliato nel fertilissimo territorio di Pomezia.

Si tratta di “TAKIS”, società biotech fondata e amministrata da tale Luigi Aurisicchio che gonfiando il petto annuncia: “Abbiamo cominciato la sperimentazione sui topi e avremo i primi risultati intorno alla fine di aprile. Mentre quella sull’uomo potrebbe partire già in autunno”.

E aggiunge: “Abbiamo esperienza nel settore dell’oncologia, ma quando è uscita la sequenza del virus abbiamo iniziato a lavorarci di nostra iniziativa, mettendoci a disposizione, senza nessun tipo di finanziamento”.

A quanto pare Takis ha ricevuto il via libera dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità per far partire i test preclinici di ben cinque vaccini.

Sorge spontanea la domanda.

Sanno effettivamente bene tutto ciò (e sono edotti circa lo spessore scientifico delle tre neo star) al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità e presso il super comitato capeggiato dal numero uno della Protezione civile Angelo Borrelli?

 


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