Botte e risposte

Strepitoso Paese l’Italia. Il centro destra, nel breve spazio temporale di co-governo con i 5 Stelle ha fatto man bassa dei media televisivi: Tg e programmi Rai, l’informazione di Mediaset e in qualche misura di La7, ma anche decine di emittenti hanno amplificato, come mai era successo in decine di maggioranze precedenti, ogni battito di ciglia, ogni minima esternazione, ogni step della campagna elettorale permanente di Salvini, della Meloni, di Forza Italia.  In particolare, Salvini ha monopolizzato reti e spazi dell’informazione, usando con abusi impuniti il ‘trucco’ di video, autointerviste, filmati, spediti alle redazioni e trasmessi con frequenza ‘bulgara’.
Ieri sera un provatissimo Conte, sotto pressione da mesi, evidentemente stanco per la mole di impegni a cui si sottopone per dirigere la complessa e impegnativa macchina antagonista del coronavirus, ha introdotto nell’esternazione sul futuro prossimo del Paese in timida uscita dal disastro della pandemia, un diretto je accuse rivolto a Salvini e alla Meloni, citati con nome e cognome per non lasciare. Si potrebbe discutere sull’opportunità di definire mentitori i due oppositori di destra nel corso di una conferenza stampa istituzionale, non negare a Conte il diritto di dimostrare che su questioni di interesse nazionale hanno i capi della destra hanno detto il falso, con il rischio di compromettere il già difficilissimo incontro-scontro dell’Italia con la politica economica della Comunità.
Anche se è un’idea inverosimile, ci mettiamo per un momento nei panni degli “offesi”. Delle due l’una: se Conte avesse abusato della circostanza per attaccare immotivatamente i due soggetti con false accuse, le ‘vittime’ potrebbero querelarlo e ottenere il risarcimento per l’offesa subita; se invece Conte, che ha definito Salvini e la Meloni bugiardi, sabotatori del Paese, potesse provare le affermazioni, allora sarebbe palese perché i due tizi hanno investito del ‘caso’ la via indiretta della richiesta a Mattarella. È comunque allucinante la richiesta di ospitalità per esercitare il diritto al contraddittorio, come se non fosse noto che questa Rai riserva loro una gran quantità degli spazi informativi a tutte le ore del giorno e della sera.
Ma cosa aveva detto Conte? Che “Salvini e la Meloni dicono falsità e menzogne ci indeboliscono nella trattativa con l’Europa. Come fai a collaborare con una opposizione che ti chiama traditore dello Stato? Mi hanno dato dello spergiuro nel momento più drammatico dal dopoguerra. Soffiano sul fuoco, aizzano un Paese dove la tensione sociale e il disagio economico sono già altissimi. Sono irresponsabili. La menzogna? Questo governo non ha firmato alcuna attivazione del Mes, perché non ne ha bisogno e lo ritiene inadeguato. Se il Mes è una trappola, chi l’ha confezionata se ne assuma la responsabilità pubblica. Io nel 2012 non c’ero, Giorgia Meloni era ministro…Non posso lasciare che la figura del presidente del Consiglio venga delegittimata. Avevo fatto un appello alle opposizioni, ma quello che è successo rischia di indebolire non Giuseppe Conte o il governo, ma l’intera Italia, perché è un negoziato difficilissimo”.
Salvini: “Pietra tombale sul dialogo”. E quando mai è stata collaborazione leale? Semmai è la conferma che anche nel pieno di una devastante crisi sanitaria ed economica la destra si chiude a riccio a qualunque ipotesi di collaborazione e non rinvia a tempi migliori gli scontri politici. Salvini avrebbe chiesto anche una presa di posizione della Commissione di vigilanza sul servizio televisivo pubblico e finge di non sapere che la Rai è sotto accusa esattamente per il contrario, ovvero per clamorosi eccessi di eccessi di ‘benevolenza’ di Tg e programmi nei confronti di Lega e Fratelli d’Italia.
Insomma, il mondo alla rovescia. Il titolo di questa nota potrebbe utilizzare i versi della canzone della Caselli “La verità fa male, lo so” indirizzati a Salvini e alla Meloni ‘offesi’ per essere stati sbugiardati.  

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